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Donne che Risorgono”: al Centro Regionale di Riabilitazione di Ceglie una giornata dedicata alla rinascita, al rispetto e alla dignità della persona

da Ivano Rolli
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In occasione della Giornata Internazionale della Donna, presso il Centro Regionale di Riabilitazione di Ceglie, si è tenuto l’evento “Donne che Risorgono”, un momento di riflessione, partecipazione e condivisione dedicato al valore della dignità femminile, alla lotta contro la violenza di genere e al ruolo della riabilitazione come percorso di rinascita fisica e interiore.

La giornata si è aperta con l’accoglienza di ospiti, pazienti e personale sanitario, seguita dalla presentazione dell’iniziativa da parte della dottoressa Vincenza Pinto, Direttore facente funzione della UOC di Neuroriabilitazione.

Nel suo intervento, la dottoressa Pinto ha sottolineato il significato profondo del titolo scelto per l’evento, dichiarando:
“Vorrei partire proprio dal titolo di questo incontro, Donne che Risorgono. È un titolo estremamente significativo e assume un valore ancora più importante perché è stato suggerito da alcuni assistiti ricoverati presso questa struttura, impegnate direttamente nella realizzazione dell’iniziativa. La parola risorgere richiama la capacità di ritrovare forza, dignità e fiducia anche nei momenti più difficili. In un luogo come questo, dove ogni giorno accompagniamo le persone nei loro percorsi di cura e riabilitazione, questa parola assume un significato particolarmente profondo”.

Sono seguiti i saluti istituzionali del Direttore Generale della ASL Brindisi, Maurizio De Nuccio e del Direttore medico del presidio, Andrea Molino, che hanno evidenziato l’importanza di costruire contesti di cura sempre più attenti alla persona.

“Nel mondo della sanità – afferma De Nuccio – questo significa valorizzare la collaborazione tra professionalità diverse, nel rispetto delle competenze di ciascuno, ma anche costruire relazioni fondate sul rispetto tra professionisti e pazienti, e tra gli stessi pazienti. Perché la cura non è soltanto un intervento sanitario: è soprattutto una relazione umana fatta di ascolto, dignità e attenzione alla persona”.

È intervenuta inoltre la presidente del Comitato Unico di Garanzia della ASL Brindisi, Barbara Musciagli, che ha posto l’attenzione sui temi della parità di genere e dell’inclusione., evidenziando che
“Come Comitato Unico di Garanzia il nostro impegno è promuovere parità di genere, rispetto e inclusione, sia nei luoghi di lavoro sia nei contesti di cura”.

Momento centrale dell’iniziativa è stata la proiezione del cortometraggio ispirato al monologo “Io sono ancora qui”, introdotto dal regista Antonio Patisso. Il lavoro racconta la storia di una donna sopravvissuta alla violenza di genere, diventando simbolo di tutte coloro che vivono paura, vergogna e silenzio. Il racconto attraversa diverse identità femminili – casalinghe, professioniste, lavoratrici e influencer – ricordando come la violenza possa colpire in qualsiasi contesto sociale. Il progetto è stato ambientato a Oria, città cara al regista, le cui strade e atmosfere diventano parte integrante della narrazione.

Grande emozione anche durante l’esposizione artistica della pittrice Iride Chirulli, che ha raccontato il legame tra arte, riabilitazione e identità personale. L’artista ha donato al centro un’opera destinata alla cappella della struttura: il dipinto, inizialmente coperto da un lenzuolo bianco, è stato scoperto dalla dottoressa Pinto, dal direttore generale De Nuccio, dal direttore medico Molino e dall’artista stessa, per poi essere benedetto da Don Domenico Carenza.

All’iniziativa ha preso parte anche l’associazione l’8 Volante, che ha portato il proprio saluto donando la tradizionale mimosa ai presenti, simbolo della giornata dedicata alle donne.

Particolarmente significativo è stato il momento durante il quale i pazienti ricoverati hanno condiviso lo slogan “Donne che Risorgono”, interpretato come simbolo di rinascita fisica e interiore. I pazienti uomini hanno inoltre letto e consegnato messaggi scritti personalmente alle pazienti donne, offrendo una riflessione collettiva sul rispetto, sui ruoli e sulle relazioni.

L’evento si è concluso con l’intervento di Don Domenico Carenza, che ha richiamato l’attenzione sulla dimensione umana e spirituale della cura e sulla centralità della persona nei percorsi di riabilitazione.

Nel suo saluto finale, il direttore medico Andrea Molino ha sottolineato come iniziative come quella di oggi rappresentino un passo concreto verso la costruzione di luoghi di cura sempre più inclusivi e rispettosi, precisando che
“È proprio questo lo spirito di momenti come quello vissuto oggi: costruire ambienti di cura nei quali ogni persona possa sentirsi accolta e trovare la forza di risorgere”.

L’evento ha rappresentato un importante momento di condivisione tra operatori sanitari, pazienti, associazioni e comunità, dimostrando come la riabilitazione possa diventare anche uno spazio di ascolto, consapevolezza e rinascita.

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