Abbiamo ricevuto e pubblicato integralmente la replica inviata dallo schieramento del centrosinistra in riferimento al nostro commento.
Spiace constatare come, di fronte a un’analisi politica sui contenuti, sulle alleanze e sulla coerenza delle liste, la risposta sia lo spostamento del piano del confronto su un terreno puramente ideologico e vittimistico. Accusare di “sessismo” e “volgarità” chi solleva dubbi legittimi — ovvero sulla strumentalizzazione delle figure femminili nei meccanismi di potere maschili — non è una confutazione, ma un tentativo di chiudere il dibattito per sottrarsi al confronto pubblico. Il nostro intento è, al contrario, quello di auspicare una presenza femminile in Consiglio Comunale che sia espressione di una leadership autentica e di un valore politico riconosciuto.
Ci stupisce, in particolar modo, il richiamo strumentale al Codice Deontologico: é singolare dover ricordare che il ruolo della stampa è analizzare il potere e le sue dinamiche, non assecondarne le liturgie.
Definire “volgare” un editoriale che invita a una riflessione sulla sostanza politica è un modo per eludere la discussione, non per elevarla.
In merito all’accusa di aver promosso “omertà”, la respingiamo con fermezza. Non abbiamo mai criticato il ricorso alle autorità competenti che è un atto di civiltà e un dovere istituzionale. Abbiamo però sottolineato la trasformazione di una vicenda umana dolorosa in un’occasione di clamore politico.
CeglieOggi non ha mai messo in discussione il valore delle singole persone ma ha criticato le logiche di coalizione che configurano un “mercato delle tessere”: quel fenomeno in cui, per blindare il consenso, si accolgono nelle proprie file figure provenienti da schieramenti opposti, svuotando di significato il voto dell’elettore.
La città ha bisogno di risposte concrete sui problemi reali.
Il confronto resta aperto, purché si torni a parlare di programmi per il presente e il futuro di questa città.