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CAROLI, ASL DI BRINDISI: CHIUSA PER FALLIMENTO

da Ivano Rolli
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Sulla Sanità brindisina ci vorrebbe un bel cartello con su scritto: CHIUSA PER FALLIMENTO. E non perché lo diciamo noi di Fratelli d’Italia, forza di opposizione alla Regione che da tempo denunciamo i disservizi ai quali assistiamo quotidianamente, ma perché di fatto lo ha confermato il presidente dell’Ordine dei Medici di Brindisi, Arturo Oliva, che ascoltato in Commissione Sanità sulle motivazioni delle dimissioni lampo da Direttore sanitario del Distretto di Francavilla-Ceglie ha illustrato un quadro desolante delle condizioni nelle quali versa non solo il Distretto, ma anche l’intera organizzazione sanitaria, compreso l’ospedale Perrino.

Un quadro talmente disastroso che egli stesso ha sentito il dovere di denunciare tutto anche alla Procura della Repubblica. Chiaramente la magistratura farà il suo lavoro, che noi rispettiamo, ma sul piano amministrativo è evidente che dopo aver ascoltato dalla voce di Oliva – peccato che in Commissione ci fossimo solo io e il presidente Vizzino, sarebbe stato utile che anche qualche altro consigliere regionale brindisino di maggioranza avesse ascoltato – non si può rimanere un secondo in più con un una direzione generale indefinita: con il dg uscente Pasqualone nominato altrove (la famosa Azienda zero, di cui nessuno ha notizie) due mesi fa, il 6 dicembre, e con quello entrante, Roseto, che non è stato ancora nominato ufficialmente. E’ come se ci fosse stato un terremoto e per due mesi nessuno muove le macerie perché non si sa di chi è la competenza. Il distretto Francavilla Ceglie è solo la punta dell’iceberg, ma situazioni simili ci sono ovunque nel brindisino: decine di pratiche sono ammassate e in attesa di essere evase, l’assistenza domiciliare interrotta, nessun aggiornamento degli elenchi degli assistiti deceduti, il servizio di assistenza protesica che non inserisce più le pratiche nel sistema operativo privando i cittadini di servizi essenziali… e personale che potrebbe essere utile sul piano sanitario impiegato come amministrativo. Resta l’amarezza di quell’aver ‘gettato la spugna’ a 48 ore dalla nomina, se il dottor Oliva fosse rimasto e cercato di cambiare ciò che ha denunciato, ci avrebbe visto al suo fianco per dare ai brindisini una sanità migliore!

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