Riportiamo la nota che la consigliera Isabella Vitale ha inviato alla Regione, alla Sovraintendenza, alla Curia e all’Amministrazione Comunale
L’assenza totale di programmazione e di un sistema che faccia squadra sui reali problemi
della città è quello che denuncio dal primo giorno in cui sono stata coinvolta in questa
esperienza politica.
Nei mesi estivi in cui la città viene vissuta di più, è ancora più evidente il totale abbandono e
il degrado in cui versano le parti più antiche ed importanti della città, quelle con le quali chi
amministra ormai da 15 anni si riempie la bocca per aver dato lustro alla città, ma è solo grazie
ad un prodotto che va da sé che il brand “Ceglie Messapica” continua a funzionare, con grande
aiuto delle attività commerciali, in primis quelle enogastronomiche.
I fiori all’occhiello della città: Castello e Chiostro del convento dei Domenicani sono in uno
stato di totale degrado e solo chi non vuol vedere, non vede.
Il Chiostro del convento dei Domenicani è annesso ad un altro gioiello cittadino la Chiesa di
San Domenico, di cui stiamo perdendo quasi del tutto la possibilità di poterne godere, atteso
che ormai è chiusa da molti anni e lo stato di abbandono ha già compromesso in gran parte
la sua bellezza. Come movimento politico abbiamo sottolineato molte volte queste criticità,
abbiamo postato foto e lo rifacciamo anche oggi, ma è necessario un intervento immediato da
parte dei soggetti preposti, motivo per il quale indirizziamo la presente al Sindaco della città,
all’Assessore alla Cultura, all’Assessora ai Lavori Pubblici, alla Sovrintendenza compente alla
tutela del patrimonio artistico, alla Regione Puglia e anche alla Curia vescovile.
L’intero complesso seicentesco oggi subisce i danni dell’incuria e della mancata
manutenzione. Il cittadino, il visitatore, il turista che percorre le strade di via Ospedale Vecchio,
Via Elia, Via Chianche di Scarano si ritrova ad osservare intere pareti ricoperte di erba, in un
contesto di totale assenza di decoro, fenomeno che si acuisce ancor di più in corrispondenza
dei pluviali di scolo delle acque meteoriche. A ciò si aggiungono tetti che sono diventati vere
e proprie foreste, sembra quindi che si stia sviluppando un bosco verticale incontrollato
costituito da erbacce che con le loro radici incidono negativamente nella muratura e
permettono all’acqua di infiltrarsi nei tetti e nelle pareti. Stessa situazione si riscontra nel cortile
del chiostro del Convento, chiostro per il quale la Regione Puglia con Determinazione n. 123
del 27.03.2024 del Registro delle Determinazioni della AOO 058 impegnava a favore del
Comune di Ceglie Messapica la somma di € 200.000,00, ed in conseguenza ciò il Comune di
Ceglie Messapica si limitava come ultimo atto da accertare l’entrata.
Come detto le strutture del Convento stanno risentendo quindi delle infiltrazioni acqua
piovana, la situazione più critica si riscontra nella parte meridionale del complesso
architettonico in corrispondenza del pluviale che separa la facciata della Chiesa di San
Domenico e le stanze del Convento. Qui ormai da anni si verificano infiltrazioni che hanno
pesantemente compromesso gli apparati pittorici degli altari della prima e seconda cappella
sul lato destro della Chiesa di San Domenico, portato al distacco di intonaci dalle volte, nella
Chiesa inoltre si è dovuto poi per evitare ulteriori danni procedere alla rimozione delle tele
dagli altari e alla ricollocazione delle statue lignee, appare invece totale lo stato di abbandono
delle due stanze direttamente attigue alla Chiesa diventate ricovero di uccelli, con le murature
ricoperte da uno strato verde di muffe.
Per la Chiesa di San Domenico si ricorda che essa è stato oggetto di un intervento di recupero
e restauro ormai avvenuto tra la fine degli anni ‘80 e primi anni ‘90 del secolo scorso, circa 37
anni fa la Regione Puglia insieme alla Sovraintendenza stanziavano 300.000 milioni di lire per
il restauro infrastrutturale della chiesa e lavori di restauro interno dell’edificio. Questi 35 anni
passati oggi da quell’intervento di restauro si fanno sentire tutti e in un contesto in cui l’acqua
anziché seguire le vie dei pluviali occlusi, segue la strade delle pareti non fa altro che minare
per primo l’aspetto visivo degli edifici e quindi il loro valore artistico, ma minacciare
sicuramente anche la stabilità degli stessi. Il convento, invece di proprietà comunale è stato
più recentemente restaurato, ma in questo caso un’incuria ancor più pesante rispetto a quella
della Chiesa ha fatto sì che si arrivasse a una situazione simile se non peggiore rispetto a
quella della Chiesa in molti meno anni.
Situazione simile appare esserci nel chiostro, che se finora non aveva mai mostrato segni di
umido e infiltrazioni, oggi sembra subire gli stessi problemi che appaiono in punti dove era
difficile pensare che potessero presentarsi. L’acqua e l’umido stanno trovando sfogo proprio
su parte delle pareti che dovrebbero essere oggetto di restauro grazie ai fondi regionali e la
fonte sembra provenire dall’interno della struttura come se l’acqua attraversasse prima i piani
superiori per poi arrivare al piano terra nel portico del Chiostro.
Si sollecitano quindi gli Enti proprietari a porre in essere le azioni più utili all’eliminazione del
problema delle infiltrazioni, alla rimozione delle erbe infestanti dalle pareti e dai tetti.
La sovraintendenza a verificare che si attuino in tempi brevi azioni di tutela del complesso
architettonico che comprende la Chiesa di San Domenico e l’annesso Convento, a sollecitare
e verificare l’iter di recupero delle opere pittoriche presenti nel chiostro, avviare infine anche
con il concorso della Regione Puglia come già successo in passato azioni utili a un recupero
del bene.
Infine facciamo un appello alla cittadinanza, per sollecitare nei modi che riterrà più opportuni
l’intervento delle Autorità pubbliche, non a sostegno della Consigliera Vitale o del movimento
Radici di Impegno, ma a sostegno delle opere d’arte di questa città di cui potremmo non
goderne più.
Isabella Vitale – Consigliere Comunale
