Home In evidenza RSA PUGLIESI E HOSPICE MESAGNE, CAROLI (FDI): PERCHÉ ALCUNE STRUTTURE SÌ E ALTRE NO? A QUESTO PUNTO INTERNALIZZIAMOLI TUTTE

RSA PUGLIESI E HOSPICE MESAGNE, CAROLI (FDI): PERCHÉ ALCUNE STRUTTURE SÌ E ALTRE NO? A QUESTO PUNTO INTERNALIZZIAMOLI TUTTE

da Ivano Rolli
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“Dopo il Centro di Riabilitazione di Ceglie Messapica e le RSA di Troia e Sannicandro Garganico, l’assessore al Bilancio, Fabiano Amati, propone che anche le RSA di Alberobello, Locorotondo e Ostuni passino da mano privata a mano pubblica, convinto che solo la gestione da parte delle rispettive ASL sia in grado di fornire ai pazienti e agli ospiti maggiore assistenza e ai lavoratori maggiori diritti. Allora se così è perché non prevedere di rendere pubbliche tutte le RSA, vale a dire anche quelle di Modugno, Mola di Bari, Sannicandro di Bari, Noicattaro, Crispiano, Toricella, Alessano e Copertino.

“Qual criterio utilizza l’assessore Amati per decidere chi deve passare sotto il controllo delle ASL e chi invece può rimanere in capo ai privati? Se l’assessore motiva la sua decisione sostenendo che serve a potenziare la rete di assistenza sociosanitaria territoriale, soprattutto per le persone anziane e non autosufficienti, promuovendo equità di accesso e trasparenza. Non solo alleggerendo la pressione sugli ospedali e offrendo soluzioni di degenza a lungo termine in contesti più adeguati e allora lo si faccia per tutte e 11 le RSA.

“Così come lo si faccia anche per l’hospice che si trova nel PTA di Mesagne. Ci sembra corrette che anche il suddetto Centro residenziale per le cure palliative e le terapie del dolore (Hospice) venga gestito in forma interamente pubblica dalla ASL di Brindisi. Se è vero, come è vero che l’obiettivo è garantire un accesso equo e continuativo alle cure palliative per i cittadini del territorio brindisino, nel rispetto della dignità della persona, contribuendo alla riduzione delle diseguaglianze e dei trasferimenti fuori regione. Tale misura dovrebbe potenziare il sistema sanitario locale, per altro senza incidere sul bilancio regionale, visto che secondo Amati le internalizzazioni sono invarianza finanziaria.

“Procedendo in questo modo nessuno potrà pensare che agli occhi di Amati e del centrosinistra pugliese ci siano figli e figliastri.”

“Dopo il Centro di Riabilitazione di Ceglie Messapica e le RSA di Troia e Sannicandro Garganico, l’assessore al Bilancio, Fabiano Amati, propone che anche le RSA di Alberobello, Locorotondo e Ostuni passino da mano privata a mano pubblica, convinto che solo la gestione da parte delle rispettive ASL sia in grado di fornire ai pazienti e agli ospiti maggiore assistenza e ai lavoratori maggiori diritti. Allora se così è perché non prevedere di rendere pubbliche tutte le RSA, vale a dire anche quelle di Modugno, Mola di Bari, Sannicandro di Bari, Noicattaro, Crispiano, Toricella, Alessano e Copertino.

“Qual criterio utilizza l’assessore Amati per decidere chi deve passare sotto il controllo delle ASL e chi invece può rimanere in capo ai privati? Se l’assessore motiva la sua decisione sostenendo che serve a potenziare la rete di assistenza sociosanitaria territoriale, soprattutto per le persone anziane e non autosufficienti, promuovendo equità di accesso e trasparenza. Non solo alleggerendo la pressione sugli ospedali e offrendo soluzioni di degenza a lungo termine in contesti più adeguati e allora lo si faccia per tutte e 11 le RSA.

“Così come lo si faccia anche per l’hospice che si trova nel PTA di Mesagne. Ci sembra corrette che anche il suddetto Centro residenziale per le cure palliative e le terapie del dolore (Hospice) venga gestito in forma interamente pubblica dalla ASL di Brindisi. Se è vero, come è vero che l’obiettivo è garantire un accesso equo e continuativo alle cure palliative per i cittadini del territorio brindisino, nel rispetto della dignità della persona, contribuendo alla riduzione delle diseguaglianze e dei trasferimenti fuori regione. Tale misura dovrebbe potenziare il sistema sanitario locale, per altro senza incidere sul bilancio regionale, visto che secondo Amati le internalizzazioni sono invarianza finanziaria.

“Procedendo in questo modo nessuno potrà pensare che agli occhi di Amati e del centrosinistra pugliese ci siano figli e figliastri.”

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