Home dal Territorio LUCIANO QUARTA FP CGIL BRINDISI RISPONDE A CONSIGLIERE REGIONALE CAROLI: CENTRO DI RIABILITAZIONE DI CEGLIE ED RSA DI OSTUNI ECCELLENZE PUBBLICHE

LUCIANO QUARTA FP CGIL BRINDISI RISPONDE A CONSIGLIERE REGIONALE CAROLI: CENTRO DI RIABILITAZIONE DI CEGLIE ED RSA DI OSTUNI ECCELLENZE PUBBLICHE

da Ivano Rolli
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Il Consigliere Caroli attacca la Regione Puglia ma difende un Governo Nazionale che taglia la sanità e inciampa sulle sue riforme.

La FP CGIL Brindisi risponde al consigliere regionale Caroli, siamo critici verso la gestione di ASL Brindisi ma non accettiamo che si usino strumentalmente le difficoltà della sanità pubblica per coprire le gravi responsabilità del governo centrale, che Caroli sostiene con convinzione.

Le internalizzazioni che mette in risalto negativamente sono una scelta che lavoratori e pazienti hanno accolto positivamente, perché riportano stabilità, diritti e qualità nei servizi. Le strutture internalizzate di Ceglie e Ostuni a cui il consigliere Caroli fa riferimento sono oggi eccellenze. Se un rappresentante istituzionale continua a contestare ciò che chi lavora e chi si cura considera un decisivo passo avanti, è inevitabile chiedersi quali interessi stia difendendo, come fino alla fine ha voluto fare più di qualcuno e come oggi qualcun altro cerca di fare per una sorta di restaurazione del privato.

Quanto si è determinato con la struttura riabilitativa di Ceglie Messapica, dove grazie all’azione incisiva della FP CGIL Brindisi tale struttura è ritornata alla gestione Pubblica, ha generato una serie di migliorie lavorative e di cura ed un risparmio per la Regione Puglia, mentre il Consigliere Caroli avrebbe sicuramente preferito che milioni di Euro andassero al Privato che faceva profitto sulla struttura. Un esempio virtuoso che ha poi fatto da apripista per altre internalizzazioni in Puglia ed in particolare a Ostuni dove una RSA di proprietà della ASL veniva gestita anch’essa dal privato e qui Caroli era in buona compagnia perché c’erano altri contrari, ma anche in questo caso il nostro imperativo “Pubblico è più efficiente e tutelato” ha prodotto un salto di qualità di Cura per l’utenza e per lavoratrici e lavoratori.

Ora c’è bisogno di un ulteriore salto di qualità con la proroga dei contratti fino alla stabilizzazione ed il completamento dell’organico alla RSA di Ostuni e sempre maggiore efficienza per il Centro di Riabilitazione di Ceglie Messapica, allontanandolo sempre più dagli schemi del Privato che evidentemente il Consigliere Calori vorrebbe restaurare  e continuando sulla strada della realizzazione del Centro Risvegli.

Tra l’altro sottrarre 15 milioni di euro al Privato ed investirli nel Pubblico è un atto che non cambia di un centesimo la spesa pubblica anzi produce risparmio, queste somme hanno ingrossato il disavanzo di Brindisi quando prima erano investite per servizi a livello regionale e lo dice un Organizzazione che non è mai stata tenera nei confronti della Gestione, ma in questo caso dovremmo guardare ai numeri con l’occhio del risparmio ottenuto.

C’è un dato che Caroli evita: il governo che sostiene ha mantenuto la spesa sanitaria, in rapporto al PIL, tra le più basse d’Europa. Questo sottofinanziamento pesa su tutte le Regioni, in primis il mezzogiorno d’Italia, e rende impossibile garantire servizi adeguati. È inutile puntare il dito altrove quando il problema nasce a Roma!

Sul piano politico, il quadro è ancora più chiaro. L’autonomia differenziata è stata bocciata dalla Corte Costituzionale ( sarebbe interessante capire cosa ne pensa Caroli su tale avverata riforma); la riforma della giustizia è stata bocciata col referendum dai cittadini. Un doppio stop che conferma come quelle proposte non solo non avrebbero risolto i problemi dei cittadini, ma li avrebbero aggravati, aumentando disuguaglianze e frammentazione. .

Per questo, consigliere Caroli, invece di attaccare la Puglia, sarebbe più utile concentrarsi sui disastri prodotti dal governo centrale che lei difende. La sanità pubblica non si salva con gli slogan: si salva con risorse, diritti e responsabilità. E quelle, oggi, mancano proprio dove lei guarda con strumentale indulgenza.

 

Brindisi, lì 06 maggio 2026        

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