Anche questa volta la Cgil invece di tutelare i lavoratori, li usa per fare solo strumentazione politica davanti ad un dramma, quello della sanità pubblica, che in questa provincia vive una situazione lontana da ogni forma di decenza. E mi fermo qui.
A differenza di quello che vuole far intendere il rappresentante della Fp Cgil Brindisi, Luciano Quarta, non mi sarei mai permesso di mettere in dubbio la professionalità del personale medico, sanitario e parasanitario che opera in ogni struttura della provincia di Brindisi, compreso il centro di riabilitazione di neurolesi e motulesi di Ceglie Messapica e la RSA di Ostuni.
Conosco bene le loro storie. Anche le loro sofferenze. Non contesto la scelta di internalizzare il servizio, contesto, invece, le modalità di gestione, la qualità dei servizi offerti (non per colpa certo di chi è impegnato in prima linea), il numero di ricoveri in regime ordinario e di day surgery in particolare dei codici 56, le liste di attesa kilometriche e la triplicazione dei costi. Di questo parliamo. Ed attendiamo risposte ormai da tempo in commissione sul perché si è passato da 9,8 milioni di euro per la gestione privata ad oltre 20 milioni di euro con la gestione pubblica per la gestione del centro di Ceglie. Bisogna avere rispetto dei contribuenti: Quarta e lintero sindacato, portino avanti con me questa battaglia per fare chiarezza su queste spese di gestione. E per fermare la mortificazione quotidiana di cittadina e personale sanitario e parasanitario.
6 maggio 2026

