Brindisi 6 MAGGIO 2026
“Meno propaganda e più senso delle istituzioni. Il consigliere di minoranza di Ceglie Messapica farebbe bene a concentrarsi sul proprio ruolo, anziché lanciare accuse prive di fondamento contro chi rappresenta il territorio in maggioranza”.
Con queste parole Tommaso Gioia, consigliere regionale e Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Regione Puglia, replica duramente alle recenti dichiarazioni della minoranza sulla gestione della sanità brindisina.
COERENZA E “GIRAVOLTE” POLITICHE
“Capisco la necessità di spostare l’attenzione altrove, ma se vogliamo parlare di sanità noi non ci tiriamo indietro. Tuttavia, parliamo anche della nostra Ceglie”, incalza Gioia. “Prima di invocare la trasparenza, il consigliere spieghi ai cittadini le sue ‘giravolte’: come si passa da cinque anni di opposizione feroce a un sindaco ritenuto da lui ‘inadeguato’, alla totale sottomissione politica di oggi? Come si può candidare un’altra persona a sindaco, esporla al giudizio elettorale e poi scaricarla? È una parabola che ricorda le celebri gag di Emilio Fede: una ‘figura’ che i cittadini hanno già ampiamente giudicato”.
LA VERITÀ SUL PRESIDIO DI FRANCAVILLA FONTANA
Gioia entra poi nel merito tecnico della gestione ospedaliera per smentire le ricostruzioni dell’opposizione:
“Il reparto di Ginecologia e Ostetricia di Francavilla Fontana, diretto dal Dott. Caroli, non è stato chiuso. Il punto nascita è attualmente sospeso solo perché la sala parto non è a norma e per la nota carenza di medici che affligge l’intero Paese. A questa criticità sopperisce l’eccellenza del Perrino di Brindisi, che assicura un’assistenza qualificata a tutta la provincia. A brevissimo, proprio al Perrino, attiveremo la nuova sala parto e il servizio di partoanalgesia. La sicurezza di madri e neonati, garantita da standard elevati come UTIN e Rianimazione, resta la nostra priorità assoluta”.
I CONTI DELLA ASL: LA MATEMATICA CONTRO LA PROPAGANDA
Sulle perdite di 57 milioni di euro della ASL Brindisi, Gioia chiarisce che il disavanzo è figlio di fattori strutturali e non di cattiva gestione:
Minori assegnazioni nette: circa 14 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente;
Costi del personale: un incremento di 17 milioni dovuto ai rinnovi contrattuali e alle internalizzazioni;
Continuità dei servizi: spese per prestazioni aggiuntive necessarie a non interrompere l’assistenza;
Costi fissi: impennata dei prezzi energetici e dei beni sanitari.
“Siamo di fronte a circa 40 milioni di maggiori costi a fronte di minori entrate dello Stato”, spiega Gioia. “La ASL ha operato al meglio delle possibilità. Sulle internalizzazioni porteremo i dati il 12 maggio in Commissione Sanità, ma sia chiaro: confondere RSA e Centro Neurolesi dimostra solo di non conoscere la materia”.
IL NODO NAZIONALE E L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA
“I soldi non mancano per scelta politica locale, ma per un sottofinanziamento nazionale”, conclude il consigliere. “Dati alla mano (UPB, Corte dei Conti, Gimbe), nel 2025 la spesa sanitaria nazionale è inferiore di 2,5 miliardi rispetto alle necessità. L’Italia investe solo il 6,3% del PIL, contro il 10% della media europea. In questo scenario, le Regioni sono costrette a colmare vuoti enormi con fondi propri: per questo anche i governatori di centrodestra battono cassa al Governo Meloni”.
“Su questo il consigliere di Ceglie resta muto, così come tace sull’Autonomia Differenziata che darà il colpo di grazia alla sanità del Sud. Anzi, su questo è persino d’accordo. Meno slogan e più onestà verso i cittadini”.
Ufficio Stampa – Consigliere Tommaso Gioia
Regione Puglia

