Riportiamo una Dichiarazione del presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“La Fondazione San Raffaele ha presentato un ricorso al Tar Lecce, chiedendo al presidente di sospendere con provvedimento d’urgenza l’atto di subentro della ASL, previsto per domani mattina, nella gestione del Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica. Il presidente del Tar ha fissato per domani mattina alle ore 10,00 la convocazione delle parti, prima di decidere l’adozione del decreto provvisorio, che se accolto comporterebbe uno slittamento dei tempi a tutto svantaggio dei pazienti del Centro di riabilitazione e della loro salute; si soprassederebbe, in buona sostanza, sulle ragioni che ci hanno portato sin qui, ossia assicurare cure degne di questo nome, ponendole sotto la responsabilità dei professionisti dell’ospedale Perrino di Brindisi, titolare della funzione sanitaria nonché proprietario della struttura, purtroppo gestito da ventiquattro anni, con andamento abbastanza opaco (eufemismo), nelle forme illegali, perché mai seguito il procedimento legale in materia di sperimentazioni gestionali.
E fa specie che nel testo del ricorso, a parte abbondanti omissioni e sviamenti, la fondazione San Raffaele trovi il coraggio di scrivere che il decreto di sospensione presidenziale dell’atto di subentro della ASL servirebbe a evitare la decisione di procedere “immediatamente alla dimissione di decine di pazienti presenti,
oltre a non poter accettare i ricoveri già programmati per la giornata di lunedì e a
non erogare le prestazioni di Day Hospital previste per lunedì”. Il che vale quanto dire l’incredibile, ossia che secondo la Fondazione San Raffaele il Perrino e le sue unità operative – DEA di II livello, nonché Centro di trauma e di riferimento per malattie tempo-dipendenti e di alta complessità – non sarebbero in grado di gestire la presa in carico e la cura di pazienti gravemente problematici, mentre per tale funzione sarebbe più appropriata la gestione sperimentale – illegale – di chi proprio per questo gli si sta imponendo un passo indietro.
Faccio appello per questo al Presidente del TAR nel valutare il rigetto del decreto presidenziale, poiché l’iniziativa si presenta chiaramente strumentale, per eludere l’esecuzione della legge, bloccare il passaggio alla gestione della ASL e continuare in forme gestorie non consentite dalla legge.
La Fondazione San Raffaele intende invece usare gli strumenti della tutela giurisdizionale amministrativa per agire in posizione di forza nel negoziato con la pubblica amministrazione, come al solito, strumentalizzando i malati e le malattie. E io non penso che ammetteremmo questo modo di fare se noi tutti – politici, giudici, dirigenti, funzionari ecc. – fossimo stati in quel centro, magari visitando nostri parenti e guardando in faccia il dolore e il modo di curarlo, osservando decine di direttori sanitari dimessisi in stretta sequenza per non entrare in conflitto con la coscienza, oppure lavoratori generalmente valorosi mortificati in ogni loro momento della giornata lavorativa.
A ciò si aggiunga, per amore di linearità e verità, che su parte della vicenda ho presentato apposita informativa alla Procura della Repubblica di Brindisi, poiché nel corso dell’istruttoria sono emersi decine di fatti, sino a qualche tempo fa sconosciuti, e non propriamente idonei a caratterizzare una gestione indirizzata al valore delle cure, che invece ora vuole vedersi valorizzata – paradossalmente – dinanzi ai Giudici amministrativi.
La tutela dei diritti, quale legittimo mezzo messo a disposizione dei cittadini italiani, ha bisogno di una cognizione piena su tutti i fatti di causa e non di una tutela cautelare, addirittura anticipata con le forme del decreto presidenziale, per schivare i fatti e lasciare le modalità assistenziali nello stato precario in cui sono”.