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LEO: NON DI PUÒ MORIRE A 19 ANNI PER RACCOGLIERE POMODORI IN ITALIA

da Redazione
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NON DI PUÒ MORIRE A 19 ANNI PER RACCOGLIERE POMODORI IN ITALIA

I braccianti agricoli muoiono al Sud come anche al Nord nella raccolta dei pomodori o dei meloni. Con le temperature impazzite dai cambiamenti climatici bisogna semplicemente proibire il lavoro nei campi sotto al sole.
Il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, quello tanto preoccupato per la minaccia della sostituzione etnica, non perde occasione per esaltare l’agricoltura italiana come la migliore del mondo e celebra ancora il successo del suo governo per aver ottenuto il riconoscimento dell’Unesco per la cucina italiana e, più in generale, per la valorizzazione del made in Italy. Nemmeno una parola per ricordare le tante persone che, quasi quotidianamente muoiono nei campi, per il caldo, la fatica, le condizioni di vita fuori dal lavoro, su cui la suddetta maggioranza non ha investito un euro. Oggi piangiamo un ragazzo di origine rumena di appena 19 anni, che ha avuto un malore ieri, domenica, mentre raccoglieva i pomodori in un appezzamento a Stagno Lombardo, provincia di Cremona. Si può morire a quell’età per arresto cardiaco? No perché è stato ucciso dal lavoro, dal fatto che da nord come a sud, anche le restrizioni minime che vietano di lavorare fra le 12.30 e le 16.00 per il troppo caldo, spesso non sono rispettate, perché ci sono contratti da fame, perché gli ispettori del lavoro che dovrebbero veder garantite condizioni di vita e salariali decenti, non ci sono – il governo che tanto piace al ministro – non se ne vuole fare carico, perché la legge 199 sul caporalato non viene nei fatti rispettata. Ai fabbricanti di paura, ai teorizzatori della remigrazione si sbattano in faccia queste vittime. In attesa di conoscere anche il nome dell’ennesima vittima di sfruttamento, ci uniamo al cordoglio ai familiari. Intanto nei campi, come in tanti comparti dello sfruttamento, la sostituzione etnica che tanto fa paura e quei “frutti dell’ipocrisia” che poi finiscono nelle nostre e vostre tavole, a cifre stratosferiche, per arricchire la grande distribuzione, sono sporchi del sangue di questo e di tanti altri uomini e donne, che a schiena chinata li raccolgono. Si alzeranno presto queste schiene ministro e torneranno a incrociare le braccia.

Angelo Leo, responsabile nazionale Agricoltura

Stefano Galieni, responsabile nazionale Immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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