Home In evidenza La questione San Raffaele sul tavolo del Ministro con una interrogazione di Cesa Ciocchetti – La nota di Amati

La questione San Raffaele sul tavolo del Ministro con una interrogazione di Cesa Ciocchetti – La nota di Amati

da Ivano Rolli
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Incredibile sul San Raffaele di Ceglie… due parlamentari, eletti dal popolo, innescano un’offensiva per sabotare la gestione pubblica, ossia del popolo. Mi sento di invitare a fare molta attenzione a chiunque voglia usare i poteri pubblici per favorire interessi privati, disattendendo le leggi.

È in corso un’offensiva parlamentare contro la legge pugliese per internalizzare la riabilitazione intensiva del Centro di Ceglie Messapica, oggi gestito dalla Fondazione San Raffaele.
I parlamentari Lorenzo Cesa e Luciano Ciocchetti hanno presentato, rispettivamente, un’interrogazione e un’interpellanza ai Ministeri dell’economia e della salute per indurre il Consiglio dei ministri a impugnare la legge regionale che dispone l’internalizzazione.
In buona sostanza, due parlamentari che sulla carta dovrebbero sostenere senza timidezza l’erogazione pubblica dei i Livelli essenziali di assistenza – LEA, perché eletti e pagati dai cittadini italiani, si preoccupano di difendere il privato incaricato di pubblico servizio.
E siccome il diavolo si dimentica sempre dei coperchi, l’iniziativa dei due parlamentari mi hanno svelato, loro malgrado, l’esistenza di un contratto del 2008 tra ASL Brindisi e San Raffaele, sconosciuto alla Regione e dunque mai autorizzato e comunicato dalla ASL (anche nelle settimane scorse), dotato di una clausola nulla (violazioni di norme imperative) o annullabile in materia di durata, perché prevede la conclusione del rapporto di sperimentazione gestionale in coincidenza con una gara a evidenza pubblica, nella realtà mai espletata; una gara quindi, fantomatica, perché avrebbe dovuto essere bandita e conclusa nel 2009, ossia quindici anni fa. Si, esatto, quindici anni fa. Sarebbe come dire che il contratto si risolverà quando Gesù tornerà in terra a giudicare i vivi e i morti, data – com’è noto – sconosciuta al mondo.
È chiaro che questo contratto del 2008 sarà sottoposto a tutte le attività di verifica, e si esorta anche quella dei Ministeri dell’economia e della salute impegnati a chiederci – giustamente – il rilancio dell’attività sanitaria pubblica, chiedendo eventualmente la punizione dei responsabili che lo sottoscrissero o che ne abbiano dato esecuzione.
Invito tutti gli amministratori pubblici, a vario titolo, a fare attenzione e a non ostacolare,
con argomentazioni subdole e inutilmente complici, l’iniziativa di esaltazione del servizio pubblico posta in essere dalla Regione Puglia. E per ricordarsi di tutto ciò basta andare in quel Centro e guardare negli occhi le persone degenti, così come capitò a me con Mattia.

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