I Selton hanno portano la loro energia tropical-pop nel cuore di Ceglie Messapica. Il concerto è stato aperto dalla bravissima cantautrice cegliese Sofia Roma.
Si continua questa sera con Cristina Donà, voce centrale del cantautorato italiano, una delle figure più autorevoli e originali della musica italiana. Cantautrice dalla scrittura intensa e raffinata, ha contribuito a ridefinire i confini del cantautorato femminile, costruendo un percorso artistico riconoscibile e profondamente personale.
Nel corso della sua carriera ha saputo coniugare rock, sperimentazione e poesia, diventando un punto di riferimento per numerosi artisti delle nuove generazioni.
A Ceglie Messapica porterà il suo “Live Estate 2026”, accompagnata dalla band, in un viaggio tra i brani più significativi del suo repertorio e nuove prospettive musicali. Un concerto capace di alternare momenti intimi a sonorità potenti, mettendo al centro la forza delle parole e dell’interpretazione.
L’11 agosto Irene Grandi con “Fiera di me 2026”, uno spettacolo che ripercorre oltre trent’anni di carriera attraverso i grandi successi e le canzoni del recente album Oro e Rosa.
Energia, sensibilità e una voce inconfondibile caratterizzano un concerto nel quale il passato dialoga con il presente. Il pubblico potrà ritrovare alcuni dei brani più amati della cantautrice fiorentina insieme alle nuove composizioni, nate da un percorso di rinnovata consapevolezza artistica e personale.
Il progetto Oro e Rosa si arricchisce delle collaborazioni con artisti come Carmen Consoli, Stewart Copeland e Francesco Bianconi, confermando la capacità di Irene Grandi di attraversare generi e stagioni musicali mantenendo intatta la propria identità.
Il 12 Marco e Davide Epicoco porteranno sul palco “Storie di un vecchio giradischi”: un concerto che racconta il loro percorso, ma che parlerà di ognuno di noi.
Ognuno ci ritroverà un pezzo della propria vita: un’estate che non è mai finita, una persona che manca, un treno preso al volo o una caduta da cui è stato difficile rialzarsi. Perché le canzoni fanno proprio questo: custodiscono ricordi che ci uniscono, a prescindere da dove veniamo.