Home In evidenza Grande successo per la Presentazione di Claudio Stefanazzi a Ceglie Messapica, promossa dal Movimento ” Emiliano Sindaco di Puglia”

Grande successo per la Presentazione di Claudio Stefanazzi a Ceglie Messapica, promossa dal Movimento ” Emiliano Sindaco di Puglia”

da Redazione
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Riportiamo il comunicato ricevuto da “Emiliano Sindaco di Puglia”.

Grande successo a Ceglie Messapica con più di 250 persone alla presentazione di Claudio Stefanazzi candidato alla Camera dei Deputati nella lista del Pd – Collegio Plurinominale N° 4 Brindisi/ Lecce.

Si è svolta presso la sala consiliare del comune di Ceglie Messapica la presentazione di Claudio Stefanazzi, candidato alla Camera dei Deputati nella lista del Pd – Collegio Plurinominale N° 4 Brindisi/ Lecce. Ha introdotto l’incontro Claudio Santoro (coordinatore provinciale del Movimento Politico Emiliano Sindaco di Puglia) riferendo l’importanza di esprimere riferimenti del territorio all’interno del governo nazionale per un assidua interlocuzione e valorizzare il territorio provinciale di Brindisi. 

Proseguendo c’è stato l’intervento del Senatore Giovanni Procacci che ha espresso la centralità del civismo pugliese, con le tante persone che non fanno parte di nessun partito politico, ma allo stesso tempo hanno voglia di occuparsi del proprio territorio entrando a far parte di movimenti civici e moderati. 

Proseguendo l’intervento di Tommaso Gioia che ha evidenziato quello che è il valore che può dare  Stefanazzi all’interno del governo nazionale, l’importanza dell’interlocuzione diretta che potrebbe avere la provincia di Brindisi, aumentando notevolmente l’offerta sanitaria regionale.

L’intervento del Presidente Emiliano: “Nessun risultato è scontato, una settimana prima della data delle elezioni del 2020 i sondaggi davano 12 punti sopra Fitto, il resto è storia.

La Puglia e i pugliesi sanno bene il lavoro che abbiamo fatto in questi anni, oggi siamo la regione più attrattiva a livello mondiale, abbiamo l’umiltà di ammettere che facciamo degli errori, ma non c’è giorno che non cerchiamo di dare il meglio con passione e sacrificio. Mi volevano candidare, ma non ho accettato perché ho un mandato che mi è stato dato dalla stragrande maggioranza dei pugliesi, e devo portarlo avanti, ed ho scelto di proporre uno degli uomini migliori “Claudio Stefanazzi”, uomo umile e delle istituzioni.

Conclusioni di Claudio Stefanazzi: 

La Puglia è la prima regione in Europa per gli incentivi alle imprese. Un lavoro straordinario che abbiamo costruito negli ultimi dieci anni con decine di strumenti finanziari capaci di intercettare una filiera che va dalla idea imprenditoriale alla grande impresa. Strumenti diversi tra loro: dalla semplice incentivazione a fondo perduto, all’intervento sul circolante o sulla finanza di rischio. Tutto questo sempre con la capacità di adattare gli strumenti alle contingenze del momento, come è successo con la pandemia prima e con la crisi energetica poi.

Migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle cittadine, la salute e il benessere, è possibile anche attraverso l’arte, attraverso la cultura. 

 

Politiche sanitarie, politiche sociali e politiche culturali possono e devono dialogare per garantire a tutte e a tutti il superamento di criticità legate alla propria condizione sociale e di salute.

 

Il nostro Paese può vivere una nuova stagione di welfare culturale attraverso una programmazione che porti risorse e crei sempre maggiori competenze per fare della cultura lo strumento per superare le marginalità, le povertà economiche e sociali. 

Le periferie fisiche e sociali – rafforzate dal Covid – i luoghi marginali, possono essere espugnati attraverso la trasformazione della cultura in uno strumento di welfare. 

Formazione, creazione di nuove figure professionali, apertura massiva di luoghi di cultura, lotta all’abbandono scolastico, guerra alle deprivazioni sociali sono possibili, a costi infinitamente inferiori a quelli causati dalla prevenzione o repressione criminale, o dal ricorso ai servizi sociali. 

Anche in questo caso il ricorso al Fondo sociale europeo non è sufficiente. Servono finanziamenti nazionali perché il terzo settore cultura diventi la punta di diamante del terzo settore welfare.

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