Home Attualità Giornata dell’Acqua. riflessione di Cosima Santoro “nonna per il futuro” e la consigliera Isabella Vitale

Giornata dell’Acqua. riflessione di Cosima Santoro “nonna per il futuro” e la consigliera Isabella Vitale

da Redazione
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Il 22 marzo è la giornata mondiale per l´Acqua. Per sabato il 26 marzo, il WWF ha indetto per l`ora della terra, alle 20.30, un atto simbolico: spegnere le luci. Tra il cambiamento climatico e il nostro corpo, la nostra esistenza, vi è un legame profondo, sistemico. Il nostro corpo è fatto dal 60 a 80% di acqua. Non potremo reggere il cambiamento climatico con le temperature in aumento, come quest´anno in Brasile nel mese di marzo con punte di 60 gradi! Se non comprendiamo che ne va della nostra esistenza, dell´esistenza di tutta l´umanità, che vi è urgenza di agire, legiferare, cambiare stile di vita, le future generazioni, le nostre bambine, i nostri bambini, nostri nipoti ci chiederanno perché non avete preso le giuste decisioni? Se già dagli anni 70 sapevate che l´industrializzazione massiccia a base di energie fossile comprometteva la nostra vita, e tutta la vita di ogni organismo vivente sul nostro pianeta. Cosa facciamo noi per dare un futuro a loro?

L´anno scorso a Ceglie nel mese di giugno abbiamo avuto 42 gradi. Neanche di notte si trovava refrigerio. Il nostro corpo esposto al sole con 42 gradi cede, come quando si ha una febbre; a 42 gradi gli organi collassano, ma noi continuiamo a restare indifferenti.

Anzi compriamo l’ennesimo condizionatore che ci rende fresca la nostra bella casa e fuori alimentiamo il calore.

Nella striscia di Gaza manca l´acqua, si muore di sete, si muore per le condizioni igieniche, le malattie. La disperazione. Mentre noi davanti alle TV assistiamo al massacro.

Con le guerre l´emergenza climatica si acuisce drammaticamente. Guterres già non parla più di “riscaldamento terreste“, bensì di “boiling“, come dire che la paziente Terra ha raggiunto i 40 gradi di febbre. Gli scienziati dell´IPCC, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, hanno lanciato un allarme che superati i 2 gradi di riscaldamento terrestre, gli avvenimenti su questo pianeta potrebbero diventare ingestibili ed alcuni fenomeni naturali irreversibili, come il riscaldamento del mare, lo scioglimento dei ghiacciai, la crescita del mare entro la fine del secolo di 35 metri. “Il pianeta é sull´orlo del baratro“ afferma il segretario delle Nazioni Unite Guterres. 

La RAI ha trasmesso il 18 marzo un servizio sull´inquinamento dell´Acqua a causa di pesticidi, che contengono una sostanza tossica chiamata Pfas, che poi si ritrova appunto non solo nella terra infestata, ma anche nei nostri cibi, nel nostro sangue. L´indagine iniziata da Greepeace dimostra come migliaia di persone che vivono nelle zone contaminate soffrono di diverse patologie, anche mortali. Mentre in molti paesi europei si studia la pericolosità di questa sostanza tossica e si chiede l`immediato divieto e blocco dei veleni, l´Italia non si è pronunciata in merito pur essendo “uno dei Paesi europei più inquinati dal Pfas“, queste le analisi dei giornalisti della RAI. 

Chiediamo ai nostri politici e al governo Meloni che salvaguardi la nostra salute, come garantito dalla Costituzione dall´articolo 32, vietando questi veleni detti eterni, proprio perché una volta entrati nel sistema idrico, avvelenano terre, cibi, il nostro sangue, i feti. La purezza dell´acqua, quella eccezionale risorsa senza la quale non poteva nascere la vita su questo pianeta, è in grave pericolo e con lei tutte le nostre vite, la biosfera con tutte le sue piante, i suoi innumerevoli animali. 

Abbiamo bisogno di acqua, veniamo dall´acqua, la nostra mente è fluida come l´acqua e dovremmo avere l´intelligenza per capire ciò che è in gioco. La carenza d´acqua è aumentata esponenzialmente, scrive WWF, sono già 4 miliardi le persone che per un mese all´anno non hanno sufficiente acqua. Per le donne in molte zone africane, significa chilometri e chilometri di camino alla ricerca di una goccia d´acqua, di un pozzo non prosciugato. Le donne spesso affaticate tornano alle loro capanne senza questo bene primordiale per la sopravvivenza di umani e di quei pochi animali che accompagnano la vita delle comunità africane. I paesi occidentali che con l´industrializzazione e di conseguenza il colonialismo, hanno nel giro degli ultimi 150 anni contribuito ad un estremo divario economico tra Nord e Sud, hanno il dovere, ilcompito di riequilibrare l´economia a favore di quei paesi che fino ad oggi vengono sfruttati, resi poveri. Il nostro benessere lo dobbiamo alle risorse di questi paesi, allo sfruttamento dei suoi abitanti, dei bambini che ricercano nelle terre il prezioso cobalto per i nostri cellulari. Chi lascia queste terre ricche di risorse e cerca di raggiungere l`Europa per un suo diritto naturale alla vita, rischia di perderla nel Mar Mediterraneo. 

Cosa c’è da fare quindi? Rinunciamo ai veleni nell´agricoltura, produciamo più qualità e meno spreco, rinunciamo alle crociere, scoprendo camminando la bellezza dei nostri territori, rinunciamo ai voli nazionali, e a tutti quei voli di fine settimana per visitare una città, preferendo viaggi più lunghi e con mezzi di traporti piùcompatibili, come i treni e autobus con energia pulita. 

Lasciamo le macchine di grosse cilindrate, con motori a combustione, per amore di una vita più slow: noi che abbiamo inventato lo Slow Food, scegliamo un ritmo di vita piùcompatibile con i processi naturali, scegliamo bottiglie di vetro per l´acqua che indiscutibilmente è un primordiale prezioso bene, che merita di essere valorizzato – per il nostro stesso benessere. Boicottiamo tutti quei prodotti inutili e brutti, di plastica, favorendo indumenti riciclati, cerchiamo un economia sostenibile e circolare. 

Creiamo comunità energetiche, comunità responsabili del proprio fare, del proprio operato contribuendo alla trasformazione da una società in competizione ad una società basata su collaborazione, condivisione e rispetto per i beni comuni. La creatività di cui siamo noi esseri umani dotati ci darà motivazione e fermezza per arrivare a ciò che è la nostra meta per salvare la vita su questo pianeta: raggiungere emissioni nette di CO2 zero entro il 2050. Ci vuole una massiccia e rapida decarbonizzazione, defossilizzazione. 

Noi qui nel Sud abbiamo tanto sole: perché non abbiamo fotovoltaici sui nostri tetti? rampicanti alle facciate delle case? che creerebbero più fresco all´interno delle case di pietre che accumulano tanto caldo? Alberobello era un bosco. 

Ripiantiamo alberi capaci di trasformare il CO2 in ossigeno. Noi italiani che sprechiamo 230 litri medi al giorno pro capite potremmo vivere bene anche con 50 litri giornalieri. Ciò che la vita ci chiede è solo un cambiamento mentale. 

Comunicato redatto da Cosima Santoro attivista climatica e componente Oma4F “nonne per il futuro” e Isabella Vitale ( Consigliera Comunale Radici di Impegno

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