Riceviamo e pubblichiamo
A sollevare il caso con forza è Tommaso Gioia, consigliere regionale e componente del movimento regionale Prossima, che accende i riflettori su una vicenda drammatica, trasformata nell’ennesimo corto circuito burocratico della sanità locale.
Bari 8/10/2026 -:Nessuna riapertura effettiva del servizio per i 25 pazienti affetti da sclerosi sistemica in cura presso il PTA di Fasano. Prima di fare dichiarazioni, soprattutto quando si tratta della salute dei cittadini, occorrebbe responsabilità e verificare la notizia.
La situazione resta drammaticamente bloccata, sollevando forti e legittime preoccupazioni non solo sulla garanzia del diritto alla salute, ma anche sulla responsabilità nella gestione.
Venuto a conoscenza della sospensione del servizio, ho inviato una richiesta formale al Direttore Generale della ASL per scongiurare l’interruzione delle cure.
Purtroppo ad oggi non è giunta alcuna risposta ufficiale.
Al contrario, secondo quanto si apprende, la risoluzione strutturale della vicenda appare ancora lontana: la Direzione Generale avrebbe infatti chiesto al Dott. Di Giuseppe, responsabile della UOSD di Reumatologia dell’Ospedale Perrino, di proseguire l’attività infusionale presso il PTA di Fasano esclusivamente “in deroga”.
Si tratta di una mossa che trasla, di fatto, l’intera responsabilità amministrativa e clinica dell’atto sul singolo medico. Un simile impianto organizzativo subordina la tutela della salute dei pazienti alle scelte e all’assunzione di responsabilità individuale del personale sanitario, con il rischio concreto di lasciare i cittadini privi della dovuta assistenza.
Al netto delle dinamiche e dei cavilli burocratici, resta prioritaria e inderogabile l’esigenza di riattivare formalmente, strutturalmente e a pieno regime il servizio.
Ricordo che presso il medesimo Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Fasano è attivo il Day Service di Oncologia, dedicato alla somministrazione dei trattamenti complessi come le chemioterapie.
Non c’è più tempo per soluzioni tampone: occorre garantire senza ulteriori ritardi la continuità terapeutica agli assistiti.