DON ANTONIO COLUCCIA A CEGLIE PER PARLARE DI LEGALITA’, DIGNITA’ E UGUAGLIANZA (di Adele Galetta)

Don Antonio Coluccia, il prete salentino costretto da anni a vivere sotto scorta, ha incontrato giovedì sera i cittadini di Ceglie Messapica riuniti nella Chiesa Madre, grazie all’invito e impegno del parroco don Domenico Carenza “per il desiderio di svegliare le coscienze sensibili alla cultura dell’altro”. Un appuntamento intenso ed emozionante dove i temi centrali sono stati: legalità, dignità, uguaglianza. Cari al sacerdote originario di Specchia che ha trasformato la villa di un boss della Banda della Magliana, alle porte di Roma, in una casa di accoglienza per i poveri e i bisognosi. Grazie alle donazioni dei cittadini, la dimora in via della Giustiniana appartenuta a Salvatore Nicitra è diventata un simbolo della legalità. Nella casa, distrutta e risistemata vivono una ventina di persone, papà separati, giovani emarginati, famiglie. Don Antonio ha voluto condividere con i fedeli le testimonianze di vita accanto agli ultimi. “Oggi è difficile distinguere ciò che è bene e ciò che è male – ha sottolineato – perché siamo in preda ad un grande pericolo: i falsi profeti. Dobbiamo aver Fede, dobbiamo fidarci, affidarci e confidare nella parola di Dio, perché noi siamo il volto di Dio. Ed io credo nell’oggi di Dio dove nessuno è escluso.” Nel suo discorso alla comunità, don Antonio ha più volte citato le parole di Papa Francesco e di Giovanni Paolo II sul valore della dignità che ogni persona porta con sé: “Ci sono tante persone sole, che vivono per strada, che non contano niente in questo mondo perché c’è indifferenza. Oggi conta chi è omologato, chi è griffato, chi ha la macchina più lunga. Se non si risponde a determinati criteri si è emarginati. Allora quanto vale la vita di una persona oggi? Come disse Totò, sorella morte ci rende tutti quanti liberi.” Nel suo discorso conclusivo, don Antonio ha voluto ricordare le figure ed il sacrificio di Falcone e Borsellino, esempi di legalità, di cultura del rispetto delle regole, soprattutto per le nuove generazioni.

Adele Galetta

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