Home Cronaca Condannati per l’omicidio di Sonia Nacci: i difensori ricorrono in appello

Condannati per l’omicidio di Sonia Nacci: i difensori ricorrono in appello

Depositate le motivazioni della sentenza emessa il 5 ottobre 2022: "Tutti e tre gli imputati parteciparono al pestaggio mortale"

da Redazione
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CEGLIE MESSAPICA – Sono state depositate le motivazioni della sentenza di condanna – emessa il 5 ottobre 2022 nell’ambito del processo di primo grado – relativa alla morte, a seguito di un violento pestaggio, di Sonia Nacci, 43enne di Ceglie Messapica, avvenuta il 22 dicembre 2020 nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Le botte ricevute le hanno spappolata la milza. Per i giudici della Corte di Assise del Tribunale di Brindisi (presidente Genantonio Chiarelli e giudice magistrato Simone Orazio) l’omicidio di Sonia Nacci proviene “unicamente dal mondo degli stupefacenti” e “senza tema di smentita, tutti gli odierni imputati parteciparono al pestaggio mortale in danno di Sonia Nacci mediante ricorso a calci, a colpi violenti inferti con una mazzetta contro l’addome e all’urto del cranio della vittima sul terreno”.

Per questi motivi, dopo la minuziosa raccolta di prove da parte dei Carabinieri e delle testimonianze, fondamentali, rese dal figlio della Nacci (minorenne all’epoca dei fatti), dal compagno e dal personale del 118 che quella sera soccorsero la donna che dichiarò al medico “di essere stata aggredita da tre persone”, il 5 ottobre scorso Giovanni Vacca (42 anni), l’ex compagna Daniela Santoro (38 anni) e il figlio Cristian Vacca (22 anni), vennero condannati per il reato di omicidio aggravato in concorso. In particolare, Giovanni Vacca condannato a 23 anni e 8 mesi di reclusione (è attualmente agli arresti domiciliari per motivi di salute), Daniela Santoro a 23 anni e 8 mesi di reclusione (attualmente è in libertà vigilata), 14 anni a Cristian Vacca (con il riconoscimento delle attenuanti generiche, recluso nel carcere di Bari).

La causa della morte, come riportato nelle 34 pagine delle motivazioni della sentenza, in riferimento ai referti dell’autopsia effettuata dal medico legale Giuliano Saltarelli e supportata dal consulente di parte della difesa, “è da attribuirsi ad una insufficienza cardio-respiratoria terminale secondaria a shock traumatico a larga componente emorragica da rottura della milza”.

Il pubblico ministero Giovanni Casto aveva chiesto 30 anni per Giovanni Vacca, 22 per Cristian Vacca e 23 per Daniela Santoro: è stata riconosciuta anche una provvisionale di 100mila euro e 20mila euro rispettivamente al figlio ed al padre della vittima costituitisi parte civile con gli avvocati Silvio Giardiniero e Davide De Giuseppe. Gli avvocati difensori Cosimo Deleonardis, Danilo Cito e Giuseppe Deleonardis stanno predisponendo gli atti per ricorrere in appello.

 

 

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