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Ciracì, in Parlamento per la continuazione di un percorso coerente

da Redazione
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Onorevole quali sono i motivi per i quali ha accettato la ricandidatura?

La mia candidatura nel listino plurinominale con “NOI CON L’ITALIA UDC” e’ la continuazione di un percorso di coerenza al fianco di Raffaele Fitto nel centrodestra, ma soprattutto, nasce dal grande lavoro parlamentare che ho svolto in quattro anni.

Il mio impegno in ogni parte del mondo a tutela della agricoltura , la battaglia sulla Xylella, sulla contraffazione di olio e vino pugliese, il sostegno porto al Made in Italy, alle imprese e ai loro progetti di internalizzazione.

Ultima la Mission to Business a Tirana con la presenza di 250 aziende alcune delle quali cegliesi. Credo che il tutto meriti la possibilità di continuare.

D’altronde, vista questa ingarbugliata legge elettorale, che io non ho votato e ci tengo a sottolinearlo, sono l’unico cegliese che ha la possibilità di essere eletto con il voto dei miei concittadini.

Tutti sanno che la candidatura di una controfigura del sindaco, che ovviamente nessuno ha candidato, ritenendolo inaffidabile, visto il suo continuo trasformismo nel cambiare partito, da Emiliano a Salvini passando da Alfano,serve solo a danneggiare Ceglie che rischia di perdere il suo parlamentare. Dividere il consenso per noi cegliesi e’ un grave errore.

L’unica cosa positiva è che adesso tutti sappiano che Caroli rema contro la sua stessa città,riducendo la competizione per la Camera dei Deputati a una specie di comunale, abbassando come al solito il livello.

Ecco, io invece, vorrei volare sempre alto e portare Ceglie in alto.

Dal suo punto di vista di cosa ha bisogno l’Italia?

L’Italia ha bisogno di una rinascita morale ed economica . Rinascita morale vuol dire ritornare a classi dirigenti serie e competenti che siano portatrici di valori e serietà. Tutte cose che ad oggi non si intravedono a Ceglie, dove spero il popolo abbia una reazione.

In economia, dopo i governi del PD a Roma ed Emiliano in Puglia, siamo di fronte a una crisi evidente, con imprese che chiudono e la disoccupazione che avanza. Basti pensare al caso Tecnomessapia,dove malgrado gli impegni assunti su un tavolo governativo con atto sottoscritto in presenza di tutte le parti sociali, dopo mesi non succede nulla. Inoltre, sia il governo che Leonardo e la stessa azienda non mantengono gli impegni assunti con i lavoratori. Appena rieletto, sarà questa la mia prima interrogazione e farò in modo che si trovi comunque una soluzione per una platea di lavoratori che a fine cassa integrazione ha davanti a se’ il buio. Basta buonismi e promesse. Servono fatti concreti con qualcuno che vada al MEF a sbattere i pugni. Ovviamente anche in questo caso Ciraci’ c’è e ci sarà anche domani. Poi, se i cegliesi pensano che queste battaglie possano essere fatte da controfigure o gettando i propri voti, li invito a riflettere.

L’intervista completa di Ivano Rolli la trovi sul cartaceo “CeglieOggi” in distribuzione nella città

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