Home Attualità “Centro Risvegli e Struttura riabilitativa siano servizio pubblico per la Comunità”

“Centro Risvegli e Struttura riabilitativa siano servizio pubblico per la Comunità”

Nota dell Cgil Brindisi

da Redazione
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CEGLIE MESSAPICA – Riceviamo e pubblichiamo nota a firma congiunta di Antonio Macchia e Luciano Quarta, rispettivamente segretario generale Cgil Brindisi e segretario generale FP Cgil Brindisi. 

Dopo attenta disamina della situazione presente presso la struttura  Riabilitativa ad alta specialità “San Raffaele” , la Fp CGIL di Brindisi e la CGIL di Brindisi ritengono di dover intervenire chiedendo un cambio di paradigma che si basi su un nuovo modello gestionale/organizzativo, anche in considerazione dello sblocco dei lavori per la realizzazione del Centro Risvegli Motolesi che potrebbe rilanciare e potenziare il sistema sanitario nella nostra provincia.

Ma per cambiare il suddetto paradigma gestionale, occorre fermare immediatamente il processo di esternalizzazione avvenuto in questi anni in questa struttura riabilitativa, affidando alla mano pubblica, nella fattispecie la ASL BR, la gestione diretta della stessa struttura di cui è proprietaria, ma che da oltre 20 anni concede in deroga la gestione alla Fondazione San Raffaele.

La gestione della struttura era stata definita impropriamente come “sperimentazione gestionale” ( la sperimentazione gestionale in genere vede una compartecipazione mista pubblico/privato), ma di fatto la struttura è gestita completamente da un Ente privato, con la clausola che entro 5 anni, a partire dal 2000 , si sarebbe dovuto indire la gara d’appalto per definire il tutto.  Ma ciò non è mai avvenuto andando avanti negli anni in regime di prorogatio sino ad arrivare all’ agosto del 2021 dove fu indetto un bando di gara/avviso per la ricezione di proposte di iniziativa privata, “per una Concessione per le attività di riabilitazione specialistica intensiva e ammodernamento del presidio ospedaliero di riabilitazione, sito in Ceglie Messapica, nonché della gestione delle attività di riabilitazione intensiva, estensiva e di mantenimento del centro di risveglio extra ospedaliero”.

È bene precisare anche che tale gestione privatistica, non rispetta nemmeno le più elementari norme contrattuali atteso che non sta garantendo gli aumenti previsti dal rinnovo contrattuale firmato oramai nel 2020; una gestione privatistica della cosa pubblica che di fatto non investe in modo adeguato giustificando trincerandosi al limite temporale delle deroghe che non consentirebbe una pianificazione finanziaria. Condizione gestionale questa che, di fatto, si slega dalla valenza sociale che una struttura di questo genere ha per la Regione tutta.

Si rileva, inoltre, che ad oggi presso la struttura è stato fatto poco per rinnovare e riallestire il parco strumenti, a cominciare dalle attrezzature delle palestre che sono oramai obsolete e logore, con chiari ed evidenti disagi ai pazienti ma anche al personale che comincia a soffrire i segni di un’attività fortemente usurante che andrebbe invece supportata da continue innovazioni in ambito strumentale.

Dopo varie note e sollecitazioni da parte della FP CGIL riapre la piscina riabilitativa, ma ciò avviene caricando ancora di più il personale già allo stremo per carichi di lavoro insostenibili e per mancanza di programmi di avvicendamento per le turnazioni, e non solo, visto l’avvicinarsi del periodo estivo e delle ferie, con buona pace della conciliazione vita lavoro e del recupero psicofisico.

Sono anni che si denuncia l’insostenibile carenza di personale per garantire l’alto livello della prestazione, coerente con l’elevata professionalità maturata dai lavoratori dopo venti anni di esperienza nel campo. In questi anni si è assistito ad uno svuotamento delle professionalità con notevole ricaduta sulle prestazioni. Viene da chiedersi anche se una struttura riabilitativa può fare a meno ad esempio di Medici con specializzazione in Fisiatria ma questo è quello che sta accadendo da mesi, probabilmente perché si è voluto dare una impronta ragionieristica al sistema i cui effetti hanno causato perfino dispersione delle professionalità. Infatti tanti sono stati in questi ultimi anni gli operatori, a tutti i livelli, che hanno abbandonato la struttura per ricoprire incarichi di lavoro in altre strutture sanitarie con riverberi organizzativi sulla continuità riabilitativa e programmatoria della struttura in questione.

In definitiva, la CdLT CGIL e la FP CGIL Brindisi chiedono alla ASL BR di non essere più committente ma erogatore diretto del sistema riabilitativo, per contemperare la giusta riconversione e riqualificazione gestionale nell’ottica di migliorare la qualità del servizio erogata ed i diritti dei lavoratori interessati che scontano, oltretutto, un ingeneroso dumping contrattuale per quanto sopra rappresentato. Il management si misuri su questi obiettivi per un buon governo del sistema sanitario pubblico.

 

Antonio Macchia Segretario Generale CGIL Brindisi

Luciano Quarta Segretario Generale FP CGIL Brindisi

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