Home In evidenza *Centro neuromotulesi Ceglie, Amati: “Nostra proposta per mettere fine a illegalità è sabotata da burocrazia”

*Centro neuromotulesi Ceglie, Amati: “Nostra proposta per mettere fine a illegalità è sabotata da burocrazia”

da Redazione
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Una nostra proposta di legge, per riportare nell’alveo della legalità la situazione del Centro neuromotulesi di Ceglie Messapica, non può essere esaminata a causa di un sabotaggio, speriamo involontario, della burocrazia dell’Assessorato della sanità. Sono mesi, infatti, che si attende un semplice referto tecnico, ossia un’attestazione sulla sussistenza o meno di oneri, che purtroppo non arriva mai. 

La nostra proposta di legge intende riportare nell’alveo della gestione pubblica il servizio, così da attivare finalmente un Centro regionale risvegli. E pensare che l’affidamento provvisorio avvenne nel 2000, cioè 23 anni fa, a titolo di sperimentazione gestionale e per la durata massima di 10 anni. Dalla scadenza del contratto, purtroppo, l’attività continua senza alcun titolo, per cui i dirigenti della ASL pagano in modo inappropriato il servizio”.

Lo dichiara il consigliere regionale di Azione Fabiano Amati, promotore con il consigliere Mauro Vizzino, della proposta di legge per riportare nella gestione pubblica il Centro neuromotulesi di Ceglie Messapica.

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“Nel 2000, e con una serie di atti che a rileggerli incutono inquietudine, il Centro neuromotulesi di Ceglie Messapica fu affidato – provvisoriamente (?) – alla Fondazione Silvana Paolini Angelucci-Tosinvest sanità-San Raffaele, con una durata di 5 anni più 5 e con formidabili ambizioni d’assistenza.
Siamo a fine 2023 e tale gestione provvisoria e di sperimentazione gestionale continua di fatto e senza alcuna copertura contrattuale, nonostante vari tentativi di avviare una gara a evidenza pubblica.
La Asl Brindisi paga, dunque, circa 10 milioni di euro annui senza alcun atto negoziale e in virtù di proroghe di fatto non appropriate con riferimento alle regole della pubblica amministrazione.
In disparte eventuali problemi di responsabilità a titolo di danno erariale, risulta giunta l’ora di smetterla con la gestione provvisoria (per 23 anni?) o di sperimentazione gestionale, riportando l’idea originaria di un Centro risvegli pubblico e all’avanguardia nell’alveo della gestione pubblica della ASL Brindisi e con la collaborazione delle Università pubbliche pugliesi.
In questo senso sin dal maggio scorso, cioè cinque mesi fa, abbiamo depositato una proposta di legge per accordare il Centro di Ceglie Messapica alle ragioni dell’amministrazione pubblica, il nostro datore di lavoro; ma da allora abbiamo registrato una serie di ritardi ingiustificabili nella predisposizione degli atti burocratici necessari all’esame della proposta.
E poiché l’attività binaria di sollecitazione non ha sortito effetti, non resta che la denuncia pubblica, anche per riportare tutti sotto l’insegna per cui siamo chiamati a svolgere la nostra funzione, la Regione Puglia, senza alcun sbandamento nei confronti di altri interessi, certamente legittimi, ma interferenti con la programmazione assistenziale pubblica.
Si tenga conto, peraltro, che di recente sono stati avviati i lavori di costruzione di un immobile in ampliamento, per ampliare l’attività al risveglio, evitando per i pugliesi viaggi della speranza e ampliando la reputazione sanitaria del nostro sistema.
Cosa c’è di sbagliato in tutto questo, tanto da meritare inerzia ingiustificata?”

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