Home Attualità Ceglie, un trullo diventa spazio per l’arte e la musica: l’esperienza di Dep Art Out

Ceglie, un trullo diventa spazio per l’arte e la musica: l’esperienza di Dep Art Out

L'intervista di Giulia Giaume per www.artribune.com

da Redazione
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CEGLIE MESSAPICA – Nella campagna di Ceglie Messapica, in Puglia, c’è una realtà che mescola arte contemporanea internazionale, musica, amore per il territorio in una location unica, un autentico trullo restaurato. È Dep Art Out. Ne abbiamo parlato con il fondatore e direttore artistico, Antonio Addamiano, già direttore della Dep Art Gallery a Milano.

Cos’è Dep Art Out?
Dep Art Out è uno spazio completamente no profit, un contenuto culturale in una zona meravigliosa della Puglia, non lontano da dove vengo io, Molfetta. Qui già molti fanno bellissime mostre, però in spazi modificati, in masserie e trulli dove la gente aggiunge opere nelle abitazioni private invece di creare una situazione ad hoc. Io volevo qualcosa solo per l’arte, e così ho fatto nel 2022.

Come è nato il progetto?
Nel 2020 ho avuto modo di acquistare piccole unità immobiliari storiche, alcuni trulli e un casale, nella campagna di Ceglie Messapica, con l’idea di condividere il tempo libero e le vacanze con gli amanti dell’arte conosciuti nei miei vent’anni di gallerista milanese. Durante i lavori di ristrutturazione – tutt’ora in corso – ho avuto un’opportunità inaspettata: acquisire un ulteriore terreno, a poche centinaia di metri di distanza, con all’interno un trullo. Ho avuto l’idea di ristrutturarlo, e oggi è un piccolo spazio dedicato all’arte in generale, che può regalare emozioni uniche al momento del tramonto o immerso nelle stelle della notte.

Dep Art Out, Ceglie Messapica
Dep Art Out, Ceglie Messapica

Quindi non proprio una succursale della galleria milanese?
Una cosa deve essere chiara: Dep Art Out non è nato per vendere. Ho restaurato tutto per amore, ancora non ci sono impiegati, né servizi o elettricità. È sostanzialmente un impianto “in the wild” che va con una batteria solare che dura tre ore. Quando finisce la luce, si sta sotto le stelle e soprattutto si sta insieme, è un luogo dove fare comunità.

Come hai scelto gli artisti, e chi può avere “accesso” a Dep Art Out?
È uno spazio sempre disponibile a tutti: il nome stesso allude all’essere fuori dal giro strettamente professionale della Dep Art Gallery di Milano. Certo, gli interlocutori e gli artisti sono inizialmente provenienti dalla rete nata con la galleria di Milano, ma si stanno creando anche nuove collaborazioni, come nel caso della proiezione realizzata con la Fondazione Mudima. Sono interessato, per ora, a coinvolgere gli stranieri, così che diano più prestigio alla location. Il primo anno di attività, dato che ancora non erano pronte le stanze per curatori e clienti, ho invitato un artista amico, Wolfram Ullrich, che si è adattato a vivere nella mia casa per l’agosto 2022. Poi ad agosto inviterò Regine Schumann, e poi chissà, accetto suggerimenti e nomi di artisti, meglio in vita, da accogliere.

Le opere di Wolfram Ullrich a Dep Art Out
Le opere di Wolfram Ullrich a Dep Art Out

C’è quindi una fondamentale apertura a tutte le proposte artistiche valide.
È la nostra cifra. Per dire, siamo molto interessati anche alla musica. Gigi Ligorio ha composto e suonato una canzone, La lun sono lu tittl, di cui abbiamo fatto un videoclip io e Fabio Mantegna, seguendolo nel tempo libero e spendendoci di tasca nostra. E visto che se ci tieni da cosa nasce cosa, il prossimo aprile un importante cantautore ci presterà il suo studio a Milano per registrare tutto l’album di Gigi, con 15 canzoni, e  magari perché no registriamo anche un singolo in galleria  e creiamo nuove contaminazioni. Nel frattempo ho registrato Dep Art Out come etichetta musicale, sarebbe bello fare concerti dal vivo e avere arte a 360 gradi.

È un po’ un gesto d’amore per il territorio?
Sono innamorato della Valle d’Itria. E poi qui ci sono delle occasioni. Per esempio, questo sito è iscritto all’elenco delle location per il cinema: Puglia e Trentino sono sedi di grandi produzioni, quindi perché non provare. Poi il potenziale turistico della zona enorme, qui inizia la pista ciclabile più bella della Puglia, che da Pineta Ulmo va sopra l’acquedotto pugliese fino a Locorotondo, ci sono turisti da marzo a novembre. Certo, mi piacerebbe avere una persona di qui con la mentalità giusta che mi dia una mano, che conosca l’arte a livello internazionale e i suoi sistemi.

Come sarebbe il tuo profilo ideale per questa “call for people”?
Vorrei coinvolgere anche nuove persone di Ceglie Messapica abituate ai ritmi e allo stile della mia galleria, e magari aprire un’associazione culturale. Sono aperto a tutte le cose di qualità, e il sindaco e l’assessore mi hanno già detto che vorrebbero farne occasione di eventi anche in città, includendo spazi pubblici presenti nel centro storico.

Giulia Giaume

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