«Quello che sta accadendo oggi per l’assistenza domiciliare in provincia di Brindisi ha i contorni del
paradosso istituzionale. Il Dipartimento della Salute ha infatti avanzato la richiesta al Direttore
Generale della ASL di Brindisi di gestire direttamente il servizio. Un’iniziativa incomprensibile che
arriva nel momento più delicato e decisivo per il futuro della sanità pugliese».
Così il consigliere regionale di maggioranza Tommaso Gioia interviene con fermezza sulla
vertenza che sta scuotendo il settore dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).
La richiesta di gestione diretta del Dipartimento della Salute si scontra temporalmente e
politicamente con l’azione dell’Assessorato alla Sanità. Proprio in queste ore, infatti, l’Assessore
alla Salute, Donato Pentassuglia, in piena sintonia con il Presidente della Regione, si appresta a
varare il regolamento sugli accreditamenti. Si tratta di un traguardo storico, atteso fin dal 2023,
fondamentale per blindare la trasparenza, introdurre regole certe e assicurare standard
assistenziali omogenei in ogni angolo del territorio regionale.
«Questa iniziativa del Dipartimento ha generato allarme tra i pazienti, le loro famiglie e i lavoratori
del comparto – prosegue Gioia –. Siamo di fronte a scelte che stridono apertamente con l’indirizzo
politico del governo regionale, impegnato a colmare anni di colpevoli ritardi normativi. Per questo
motivo stiamo monitorando l’evoluzione della vicenda passo dopo passo, mossi esclusivamente
dall’interesse primario di tutelare la salute dei cittadini e la dignità professionale degli operatori.
Peraltro, il Dipartimento dovrebbe spiegare perché a Bari e nella BAT per l’ADI, si vada avanti da
anni con proroghe, mentre per Brindisi non si possano aspettare pochi giorni».
Il nodo centrale della riforma voluta dalla giunta risiede nel principio di libertà di scelta e
uguaglianza: con il nuovo regime di accreditamento sarà finalmente il paziente a decidere a quale
struttura affidare le proprie cure. «Una svolta di civiltà che rende ancora più sospetta la condotta
burocratica – incalza il consigliere regionale –. Vi è da chiedersi per quale ragione il Dipartimento
non abbia mai provveduto in passato a predisporre i regolamenti, e perché decida di accelerare in
direzione opposta proprio adesso che il traguardo è a un passo».
1Le ripercussioni sul territorio avrebbero potuto avere esiti drammatici se non fosse intervenuta una
netta reazione istituzionale: «Le decisioni calate dall’alto dal Dipartimento sono semplicemente
inattuabili. Il Direttore Generale della ASL di Brindisi ha agito con grande senso di responsabilità
rivolgendosi al Prefetto, scongiurando così un tracollo operativo tanto inutile quanto pericoloso per
la tenuta sanitaria locale».
Gioia conclude: «Noi saremo sempre, senza esitazioni, al fianco dei pazienti e dei lavoratori».