“Mancano medici, infermieri, oss. Per non parlare anche a livello infrastrutturale di quanto la Puglia sia ancora indietro rispetto alle altre regioni, ma soprattutto manca l’attrattività di tanti nostri ospedali in perenne rosso come capitale umano in reparti nevralgici come i Pronto soccorso. Ed in questo caso quello che succede in provincia di Brindisi, ed in particolare all’ospedale Perrino, è l’esatta fotografia di un sistema sanitario regionale incapace di rispondere a quelle alle esigenze del territorio.
“A Brindisi si è anche persa l’occasione, con i fondi del PNRR, di dotare il territorio di una Casa di comunità, all’interno dell’ex Di Summa, per decongestionare gli accessi al pronto soccorso del Perrino. Quel reparto è al collasso. Poche settimane fa l’Ordine dei Medici ha denunciato che < l’organico ridotto a 4 medici su 23 previsti>. Il mio appello, quindi, al presidente Antonio Decaro e assessore Donato Pentassuglia: il 18 gennaio scorso è stato fatto un sopralluogo proprio nel pronto soccorso di quell’ospedale.
“Oggi la situazione è peggiorata: tra primari ad interim, e medici che vanno via. In questi sei mesi, mentre l’emergenza cresceva giorno dopo giorno, sono state fatte valutazioni per evitare di giungere al disastro odierno? La Puglia finisce con il nuovo ospedale Monopoli-Fasano? I cittadini della provincia di Brindisi non meritano l’attenzione di questo governo regionale? Perché con i selfie non si risolvono i problemi dei pronto soccorso e dell’assenza di personale che pregiudica notevolmente l’erogazione dei servizi. E fa specie che queste mie valutazioni, un giorno si e l’altro pure vengono fatte emergere anche da sindacati del tutto lontani dal centrodestra: <CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO. LA SANITÀ BRINDISINA NON PUÒ ESSERE SACRIFICATA> a dirlo è la CGIL. Valutazioni che racchiudono una gestione fallimentare del management aziendale e che si estende a tutti i settori tra internalizzazioni schizzofreniche solo per accontentare gli ‘appetiti’ elettorali di qualcuno, proroghe su proroghe di contratti su cui anche la Procura della Repubblica potrebbe far luce, ad iniziare da quello dell’assistenza domiciliare, alle liste d’attesa che crescono mentre diminuiscono i servizi. E mentre le nomine continuano ad essere fatte per accontentare qualcuno i tanti problemi in provincia di Brindisi restano irrisolti il disavanzo sanitario di 59 milioni di euro del 2025 è destinato a crescere anche quest’anno.
“Attendiamo da mesi il buniness plan della Sanitaservice, con proroghe fino a 11 milioni di euro l’anno per i servizi di pulizia e sanificazione, e che hanno costretto le organizzazioni sindacali a chiedere l’intervento del prefetto. Il tutto mentre un bacino di 100 mila abitanti non sa ancora se deve rivolgersi ad uno dei tre ospedali del Brindisino o deve andare in provincia di Bari a Monopoli. Questa è la sanità in una provincia dove da oltre tre anni c’è un solo punto nascita, senza la minima possibilità in tempi ristretti di poter ripartire a Francavilla Fontana. Ed il futuro fa sempre più paura per quello che potrà succedere a settembre per i PTA o per l’ospedale di base di Ostuni. La comunità brindisina non chiede corsie preferenziali, ma solo meno selfie e molta molta più attenzione di quella che ormai riceve da troppo tempo. Incontri l’assemblea dei sindaci e chiarisca, carte alla mano, quello che potrà accadere nel breve e lungo periodo. Anche nell’imminente scelta del direttore generale tenga fuori la politica che tanti danni ha fatto in questi anni.”
14 luglio 2026