Riceviamo e pubblichiamo
BARI / OSTUNI 26/09/26 – «La Casa della Comunità di Ostuni non può e non deve trasformarsi nella casa degli incubi per i cittadini». È fermo e incisivo l’affondo del Consigliere Segretario del Consiglio Regionale della Puglia, Tommaso Gioia, che torna a contestare la localizzazione e il trasferimento dei servizi sanitari territoriali.
«Fin dall’inizio ho espresso forti e motivate perplessità su questo progetto – dichiara Gioia – ritenendolo del tutto inadeguato rispetto agli obiettivi che si prefiggeva. Le Case della Comunità nascono con una missione precisa e non negoziabile: essere strutture di vera prossimità, concepite per avvicinare la sanità alla gente, semplificare l’accesso ai servizi e offrire risposte concrete, specialmente alle fasce più fragili della popolazione, agli anziani e alle persone con disabilità. Nel caso di Ostuni, purtroppo, il concetto di “prossimità” rischia di rimanere soltanto una bella parola sulla carta. La struttura è stata ubicata in aperta campagna, del tutto impossibile da raggiungere per chi non dispone di un veicolo proprio».
«Comprendo l’esigenza amministrativa di attivare la struttura nei tempi previsti – prosegue il Consigliere regionale – ma non posso in alcun modo condividere la scelta di trasferire gli ambulatori specialistici fuori dal centro urbano. Credevamo di aver risolto definitivamente il problema investendo importanti risorse pubbliche per l’adeguamento dei locali dell’ex Pronto Soccorso. Per quanto mi riguarda, la mia posizione è scolpita nella pietra e sarà sempre dalla parte dei cittadini e dei pazienti: gli ambulatori specialistici e i servizi di primo contatto devono rimanere facilmente accessibili e l’unica sede idonea è quella dell’ex Pronto Soccorso, che è già pronta».
Gioia rimarca il senso profondo della sanità territoriale: «Una Casa della Comunità è davvero “di comunità” solo se permette a tutti di accedervi in piena autonomia, sicurezza e senza ostacoli logistici. La prossimità non è un astratto principio burocratico: è la possibilità reale per un anziano o un disabile di prenotare una visita ed essere visitato senza dover affrontare un’odissea nei trasporti. Ci tengo a precisare che le criticità strutturali e di pianificazione di questa scelta non sono attribuibili né all’attuale Direzione Generale né alla precedente gestione del Dott. De Nuccio. Tuttavia, oggi il problema esiste, è fortemente avvertito dalla cittadinanza e richiede risposte immediate».
«Confido nella totale disponibilità della Direzione Strategica della ASL per un confronto aperto e costruttivo. È indispensabile trovare una soluzione che concili le esigenze tecnico-burocratiche con il diritto sacrosanto alla salute dei nostri cittadini» conclude Tommaso Gioia.