Riceviamo e pubblichiamo
Non poche delle moderne aziende dell’orto frutta tra la Puglia e la Basilicata, hanno ridotto il mercato del lavoro agricolo ad una condizione neo schiavista ed in modo particolare a subirla sono i lavoratori migranti. Caporalato, lavoro nero, sotto salario, piccoli ghetti con condizioni igienico sanitarie gravissime, appropriazione dei documenti personali sono la regola delle imprese nelle mani delle mafie che controllano sia la produzione ma anche la distribuzione delle merci. L’importante inchiesta della Procura, avviata dal 2023 in Puglia e Basilicata ha portato al fermo di vari personaggi compreso un ex carabiniere. Il generoso contributo che la FLAI-CGIL profonda a sostegno dell’azione della magistratura e delle forze dell’ordine deve essere accompagnato da un piano istituzionale di ricollocazione legale e protetta di tutti i lavoratori coinvolti. Altrimenti i lavoratori rimasti disoccupati saranno ancora più ricattabili di prima. Lavoro certificato, salario contrattuale, abitazioni con servizi dignitosi, trasporto autorizzato senza caporali, sono i cardini su cui si deve fondare la modernizzazione della impresa agricola di pari passo con la modernizzazione democratica della condizione dei braccianti nel mercato del lavoro in agricoltura.
Angelo Leo
Responsabile nazionale dipartimento agricoltura PRC-SE