Home Attualità PIANO DEL FABBISOGNO ASL BRINDISI: CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO.  LA SANITÀ BRINDISINA NON PUÒ ESSERE SACRIFICATA.  

PIANO DEL FABBISOGNO ASL BRINDISI: CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO.  LA SANITÀ BRINDISINA NON PUÒ ESSERE SACRIFICATA.  

da Redazione
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BRINDISI – La FP CGIL di Brindisi esprime una valutazione netta e fortemente critica sul Piano Triennale del Fabbisogno di Personale, che continua a presentare numeri slegati dalla realtà assistenziale degli ospedali e dei servizi territoriali della provincia. Un documento che non indica il coefficiente di turnover, non esplicita i posti letto considerati e non consente di verificare la reale copertura H24 dei servizi. Un piano così costruito non rafforza l’assistenza: la rende solo più fragile.

Questo significa una cosa molto semplice: se i numeri non sono coerenti con la realtà, la conseguenza è il solito scarico di responsabilità sul personale in servizio. Si moltiplicano le scoperture, si normalizza il demansionamento, si comprimono i riposi, e si pretende che lavoratrici e lavoratori coprano con sacrificio e abnegazione ciò che l’organizzazione non è stata capace di programmare correttamente.

Ancora più grave è la condizione degli stabilizzandi e del personale precario che da tempo attende risposte concrete. In una fase in cui la sanità brindisina avrebbe bisogno di consolidare competenze e trattenere professionalità, l’Azienda e la Regione continuano a lasciare in sospeso lavoratrici e lavoratori già impiegati nei servizi, alimentando incertezza, frammentazione organizzativa e ulteriore precarietà.

La FP CGIL ribadisce che la stabilizzazione non è un favore, ma uno strumento di buon andamento amministrativo, continuità dei servizi e tutela del diritto alla salute. Tenere bloccate o rallentate le procedure significa indebolire strutturalmente reparti, pronto soccorso, emergenza territoriale e servizi di supporto, proprio mentre il sistema è già sotto pressione, come dimostra la riduzione di oltre 30 unità nel servizio 118.

Questo è un fatto gravissimo, perché incide direttamente sulla tenuta dell’emergenza-urgenza provinciale e può determinare il ridimensionamento o la chiusura di postazioni fondamentali per la tempestività dei soccorsi.

Non si può fingere che il problema sia neutro: quando si taglia sul 118, si taglia sul tempo di risposta, sulla sicurezza dei cittadini e sulla tenuta psicofisica degli operatori. Non è così che si costruisce un servizio efficiente; è così che si consuma progressivamente la qualità dell’assistenza.

Mentre in tutta la Puglia si procede al rafforzamento della rete ospedaliera e di nuovi investimenti, nella provincia di Brindisi si aggiungono le notizie che arrivano dalla Regione sulla possibile chiusura o sull’accorpamento di reparti ospedalieri. Se tali ipotesi dovessero concretizzarsi, rappresenterebbero un ulteriore colpo alla sanità brindisina, favorendo uno spostamento di servizi e attività verso altre province e accelerando lo smantellamento della sanità pubblica del nostro territorio. È questa la verità politica e amministrativa che va detta con chiarezza: qui non si sta programmando il futuro della sanità pubblica, ma si sta perpetuando un processo di impoverimento e di smantellamento del sistema sanitario territoriale.

A questo punto poniamo una domanda chiara:
È possibile assistere in silenzio a questo progressivo svuotamento della sanità della provincia?
Intendete davvero avallare un piano che mortifica i territori, riduce l’emergenza-urgenza e alimenta la desertificazione dei reparti, oppure è finalmente arrivato il momento di difendere con forza il diritto alla salute dei cittadini brindisini?

Come FP CGIL continueremo a tutelare le lavoratrici e i lavoratori in tutte le sedi competenti, comprese quelle giudiziarie, e a segnalare ogni situazione meritevole di verifica agli organi di controllo, ivi compresa la Corte dei Conti, affinché vengano accertate eventuali responsabilità nella programmazione del personale e nella gestione delle risorse. Non si può più accettare che, mentre altrove si costruiscono strutture e si rafforzano servizi, Brindisi venga lasciata in una condizione di progressivo impoverimento organizzativo e assistenziale.

La FP CGIL di Brindisi continuerà a denunciare, a proporre e a tutelare in ogni sede i diritti delle lavoratrici, dei lavoratori e dei cittadini.

Luciano Quarta

SEGRETARIO GENERALE

FP CGIL BRINDISI

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