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“La Serva Padrona” al Teatro Comunale di Ceglie Messapica. Il Conservatorio Tito Schipa e l’Accademia portano in scena Pergolesi

Il CDopo la rappresentazione al Teatro Paisiello di Lecce, mercoledì 13 maggio alle 20.30 l’intermezzo buffo di Giovan Battista Pergolesi approda a Ceglie Messapica nell’ambito del progetto europeo PNRR D.I.A.R.Y.

da Ivano Rolli
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Dopo la rappresentazione al Teatro Paisiello di Lecce, mercoledì 13 maggio alle 20.30 l’intermezzo buffo di Giovan Battista Pergolesi approda a Ceglie Messapica nell’ambito del progetto europeo PNRR D.I.A.R.Y.

Il Conservatorio di musica Tito Schipa di Lecce, presieduto da Luigi Puzzovio e diretto da Giuseppe Spedicati, e l’Accademia di Belle Arti di Lecce, presieduta da Nicola Ciracì e diretta da Nunzio Fiore,  portano  in scena mercoledì 13 maggio alle ore 20.30, al Teatro Comunale di Ceglie Messapica, “La Serva Padrona”, intermezzo buffo di Giovan Battista Pergolesi su libretto di Gennaro Antonio Federico.

L’iniziativa è organizzata dal Conservatorio Tito Schipa e dall’Accademia di Belle Arti di Lecce nell’ambito del progetto europeo di internazionalizzazione PNRR D.I.A.R.Y., che promuove il dialogo tra istituzioni dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, ricerca, innovazione e apertura internazionale.

«La conclusione del progetto PNRR “DIARY” rappresenta un momento di grande valore per il nostro Conservatorio e per l’intero sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale – dichiara il presidente del Conservatorio Tito Schipa Luigi PuzzovioQuesta esperienza ha dimostrato come si possano generare percorsi innovativi capaci di coniugare ricerca, produzione artistica e apertura internazionale. Grazie al sostegno dei finanziamenti europei, abbiamo potuto offrire ai nostri studenti e giovani talenti opportunità concrete di crescita, confronto e sperimentazione, rafforzando al contempo il legame tra formazione e territorio. “DIARY” non è solo un progetto che si conclude, ma un modello virtuoso di collaborazione che guarda al futuro e che auspichiamo possa continuare a svilupparsi, contribuendo in modo significativo alla valorizzazione culturale e artistica del nostro Paese».

«La collaborazione tra Accademia di Belle Arti e Conservatorio di Musica è il segno concreto della capacità delle nostre Istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale di fare rete, di avere capacità di ricerca e internazionalizzazione che tramite finanziamenti europei si concretizzano in grandi occasioni di crescita artistica del territorio e dei nostri talenti», dichiara il presidente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce Nicola Ciracì.

“La Serva Padrona”, tra i titoli più noti del teatro musicale settecentesco, rappresenta un momento significativo nella storia dell’opera buffa. La partitura di Pergolesi, costruita su una scrittura agile, teatrale e di grande efficacia espressiva, mette al centro il gioco dei caratteri, il ritmo della scena e la relazione diretta tra musica e azione drammatica.

Sul palco, nei ruoli principali, si esibiscono Rocco Cavalluzzi nel ruolo di Uberto, Adriana Damato nel ruolo di Serpina e Davide Dibello nel ruolo di Vespone. La direzione dell’Ensemble da camera del Conservatorio è affidata al M° Giovanni Pellegrini. La regia e la progettazione scenica sono curate da Salvatore Manzi e Vincenzo Sansone, mentre le scenografie digitali sono firmate da Martin Romeo, nell’ambito del contributo artistico e progettuale dell’Accademia di Belle Arti di Lecce.

La collaborazione tra il Conservatorio Tito Schipa e l’Accademia di Belle Arti conferma la volontà di promuovere percorsi capaci di intrecciare competenze diverse e complementari, offrendo agli studenti e alla comunità un’esperienza di produzione artistica fondata sull’incontro tra patrimonio musicale, ricerca scenica e linguaggi contemporanei.

Oltre all’Accademia di Belle Arti di Lecce, capofila del progetto, e al Conservatorio di Musica Tito Schipa, sono partner del progetto PNRR D.I.A.R.Y. l’Accademia di Belle Arti di Siracusa – MADE, il CNR Nanotec, il Conservatorio di Musica Domenico Cimarosa di Avellino, il Conservatorio di Musica E. R. Duni di Matera, l’Istituto del Design di Matera e l’Università del Salento – Dipartimento di Beni Culturali.

L’ingresso è gratuito.

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