Home In evidenza Riabilitazione e nuovi ospedali, Piccoli: “La strana coppia Caroli-Gioia. Uno vuol far tornare Angelucci e l’altro maledice nuovi ospedali. Ma noi cegliesi non siamo tutti così, anzi”

Riabilitazione e nuovi ospedali, Piccoli: “La strana coppia Caroli-Gioia. Uno vuol far tornare Angelucci e l’altro maledice nuovi ospedali. Ma noi cegliesi non siamo tutti così, anzi”

da Ivano Rolli
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Comunicato stampa di Piero Piccoli, Consigliere comunale di Ceglie Messapica, con riferimento a recenti esternazioni sulla sanità della nostra provincia del Consigliere regionale Luigi Caroli e del sig. Tommaso Gioia.

“Nelle ultime ore stanno parlando di sanità nella nostra provincia il Consigliere regionale Luigi Caroli e il privato cittadino Tommaso Gioia. Il primo, perché non ha ancora smaltito la delusione per la fine dell’esperienza della Fondazione San Raffaele della famiglia Angelucci presso il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica, e il secondo perché non si rassegna rispetto alla meraviglia del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, invidiando la lungimiranza di quella iniziativa e provando a convincere i cittadini sulle meraviglie del mondo di ieri.
Caroli si può tuttavia capire nella sua desolazione, perché ha sempre mantenuto questa condotta e in qualità di Consigliere regionale avrebbe pure titolo per fare propaganda, in particolare nel dire che tutto ciò che è stato fatto per il Centro di riabilitazione non è cosa buona. C’è solo da dire che tutto questo il Caroli lo fa valorizzando un comunicato stampa di un sindacato che, se non sbaglio, era molto presente per numero di tesserati durante la gestione della famiglia Angelucci e però non si esprimeva con toni da tenore, mantenendo anzi un contegno a dir poco scettico sull’internalizzazione.
Circa Gioia, invece, c’è innanzitutto da mettere in rilievo una certa dose di fantasticheria egocentrica, spesso avallata, purtroppo, dagli stessi manager della ASL. Il Gioia, infatti, è un privato cittadino con un incarico di componente del Collegio degli Esperti del Presidente Emiliano, composto da diverse decine di componenti (più di 50 se non sbaglio), quale referente per i rapporti con le istituzioni al fine di stimolare l’integrazione socio-sanitaria. Ma tra queste decine di esperti è l’unico che si fa appellare, infondatamente, come Consigliere regionale per la sanità o come Consigliere del Presidente Emiliano per la sanità. Insomma, detto ancora una volta, una fantasticheria egocentrica.
Ma se solo si fermasse qui, tuttavia, non ci sarebbero problemi e bisognerebbe solo guardarlo con simpatia; nella foga di provare legittimamente e ancora una volta a farsi eleggere Consigliere regionale alle prossime elezioni, finisce per maledire i nuovi ospedali, in particolare il Monopoli-Fasano, non sapendo (ma che razza di esperto è mai questo?) che quell’ospedale rientra nella programmazione voluta dalla persona di cui egli si presenta come collaboratore (Michele Emiliano), con la missione di coprire un bacino di 10 comuni, di cui 4 della provincia di Brindisi e 6 della provincia di Bari.
Ma c’è di più. Sempre nella foga di fantasticare in modo egocentrico, argomenta sull’utilità di un’organizzazione sanitaria che non esiste più da un pezzo: portare nei prossimi millenni gli ospedali di base e sostenere l’organizzazione per ASl provinciali della sanità, quando tutte le leggi e i decreti convergono nel darle una configurazione almeno regionale.
L’esperto Gioia, privato cittadino colto con le mani nel sacco dell’inesperienza, non sa, infatti, che qualunque Presidente, per poter programmare e vedersi finanziato un nuovo ospedale, deve sottoporre l’idea a MEXA e poi sperare che sia accolta, avendo cura di predisporla tenendo presente l’interprovincialità dei nuovi ospedali e la loro prevalente specializzazione. Ma qui l’argomento si fa troppo sofisticato e impegnativo, per cui rimandiamo alla costituzione di un collegio di super esperti, visto che gli esperti sinora impegnati non colgono nel segno.
Ora, cosa hanno in comune la coppia Caroli e Gioia, per cui ho deciso d’intervenire? Essi sono di Ceglie Messapica, la mia amata città, e trovo abbastanza raccapricciante che fuori dai nostri confini si possa pensare che noi cittadini cegliesi siamo tutti così. Anzi, abbiamo solo questi due casi, che speriamo non trovino altri imitatori.”

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