Il presidente Michele Emiliano e la sua maggioranza hanno poco più di 48 ore per trovare 174 milioni di euro, altrimenti dovranno mettere le mani nelle tasche dei pugliesi che saranno costretti a pagare, con l’aumento dell’IRPEF regionale sulle prossime dichiarazioni dei redditi, un deficit sanitario per colpa di una gestione scellerata degli ultimi 20 anni. Una gestione che ha portato la Puglia, ormai da anni, in piano di rientro dal quale era stata preannunciata falsamente l’uscita (cinque anni fa dall’allora ministro alla sanità, Speranza, in piena campagna elettorale).
La verità è che quella ‘Sanità migliore’ promessa dal centrosinistra e diventata un cavallo di battaglia prima di Nichi Vendola e poi di Emiliano non solo non è stata migliore, ma addirittura è peggiorata sia dal punto di vista sanitario sia dal punto di vista finanziario, visto che continuamente viene fatto ricorso agli avanzi di amministrazione per porre in parte rimedio. Questa volta è anche peggio visto che per ripianare il buco verranno utilizzati anche 47 milioni di extragettito. Risorse che sarebbero potute servire per migliorare servizi welfare o culturali o, magari, per dare più borse di studio ai nostri ragazzi e ai nostri laureati, ai quali vengono sempre destinate somme esigue e perciò insufficienti.
Sicuramente una ‘sanità migliore’, però, l’hanno toccata con mano non pochi dipendenti della Sanitaservice, vero cuore del clientelismo sanitario del centrosinistra, che da semplici operatori sono diventati dirigenti con stipendi stellari e potere stratosferico. Sprechi che in questi anni sono lievitati perché la Sanità è servita più per accrescere il consenso che per curare i pugliesi. Per questo oggi in Commissione Bilancio, Fratelli d’Italia ha convintamente votato contro al Disegno di Legge che punta a raggranellare 174 milioni di euro tagliando servizi qua e là, sforbiciate a finanziamenti previsti nel Bilancio 2025 solo quattro mesi fa, quando il deficit non poteva non essere a conoscenza del governo e dei suoi dipartimenti, invece, ci si è ridotti all’ultimo momento con una manovra, da parte di Emiliano, che definiamo squallida: lui ha creato il problema con la sua malagestio e lui può e deve risolverlo autonomamente (visto che lo può fare). Non può chiedere al Consiglio regionale di risolverlo scaricandolo sui consiglieri regionali o i tagli ai servizi o l’aumento dell’IRPEF. Troppo comodo così!
Così come ‘comodi’ stanno quei direttori generali delle ASL che hanno prodotto il buco senza che ne siano venuti a dare conto in Commissione, lì dove da mesi avevamo chiesto un’audizione per guardare i bilanci fin da quando circolò una notizia che parlava di 200 milioni di debito! Non solo, oggi in Commissione non sono stati fornite le spiegazioni necessarie per capire come è mai possibile che si sia creata una voragine così grande nella quale ora rischiano di cadere tutti i pugliesi sotto il peso dell’aumento dell’IRPEF, ma soprattutto sono stati praticamente riconfermati nei loro ruoli o semplicemente spostati di sede mentre da tre anni non viene applicata una legge regionale che prevede la loro decadenza in presenza di un deficit nel loro bilancio. Praticamente carta straccia!
Tutto questo richiede responsabilità… ma anche qualche esame di coscienza da parte di Emiliano e della sua maggioranza.