La consigliera Comunale Isabella Vitale, del movimento civico, Radici di Impegmo ha notificato nei giorni scorsi un esposto al Prefetto di Brindisi, alla Direzione Generale Asl e agli organi comunali preposti, al fine di verificare le regolarità dell’operato dell’amministrazione Comunale, circa la realizzazione dell’asilo nido nel Municipio, utilizzando una parte dell’immobile.
Con avviso pubblico del 15 maggio 2024, n.068047 vennero pubblicate le modalità di adesione al finanziamento e candidatura a nuovi progetti del PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA MISSIONE 4: Istruzione, ricerca Componente 1- Potenziamento dell’offerta di servizi di istruzione: dagli asili nido alle Università. Investimento 1.1: Piano per asili nido, scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia M4 -C1.1: Asili adesione in forma singola.
Uscito il bando, il Comune di Ceglie Messapica decideva di partecipare mediante apposita procedura sulla piattaforma dedicata, candidando il progetto: ASILO NIDO IN COMUNE per la realizzazione di un asilo nido da collocare presso la sede comunale in via De Nicola 2, mediante la riconversione di una porzione dell’immobile non già destinato ad asilo nido.
Dopo aver preso visione della documentazione, la Consigliera Vitale ha rilevato che per il progetto è stato candidata una parte della casa comunale che, contrariamente a quanto dichiarato nella redazione del progetto, non è assolutamente non utilizzata, non è vuota, ed anzi oltre ad essere occupata dal personale amministrativo, è molto utilizzata atteso che al piano terra vi era fino a venerdì 6 marzo 2025 l’Archivio dell’Ufficio Urbanistico.
Nel progetto redatto dall’architetta Roberta Antonacci, Responsabile Area lavori Pubblici, si legge che:
L’intervento prevede la realizzazione di un asilo nido, ubicato all’interno della sede comunale nel Comune di Ceglie Messapica.
L’ipotesi di funzionamento della struttura, fa riferimento a quanto già attuato in altri paesi europei alle forme di utilizzazione che vengono promosse in ambito europeo per meglio integrare i luoghi istituzionali a giovani famiglie spesso in difficoltà nei primi anni di vita della coppia.
E tanto ispirandosi forse alla Norvegia, alla Svezia o al Belgio!!!
Dice ancora il progetto:
L’asilo nido si è svilupperà nell’ala destra del palazzo per una dimensione di circa 7 m di larghezza e 36 m di lunghezza ed avrà accesso sia dall’ampio atrio comune ( hall pubblico) sia direttamente dall’esterno a questi ambienti coperti si aggiungono le aree esterne di esclusivo utilizzo dell’asilo.
Ci chiediamo quali saranno le aree esterne che si intendono utilizzare!! Le terrazze non al piano che danno sull’autoparco degli automezzi comunali?
Il territorio dove sorge la Casa Comunale non è pianeggianate, ed invece è tutto connaturato di salite e discese e non credo che sia un luogo adatto a bambine e bambini piccoli, seppur portati dai genitori. Accadrà invece che ci sarà un continuo via vai di macchine, perché tutti sappiamo benissimo che nessuno rinuncia all’automobile per accompagnare i figli a scuola.
Continua il progetto:
Disporre di un asilo nido presso il Comune, che sia al servizio sia delle famiglie che lavorano presso gli uffici comunali che di quelle che non lo fanno, è importante. Infatti nessuna realtà può essere capace di ascoltare e rispettare i bisogni che gli utenti del servizio esprimono, più di quanto non possa farlo chi, di fatto, ha il compito di raccogliere quotidianamente le richieste della collettività: in questo caso quelle delle madri lavoratrici, ma soprattutto quelle dei bambini.
L’amministrazione comunale potrebbe impegnarsi (potrebbe giusto usare il condizionale), nella programmazione pedagogica e gestionale, nella formazione e nell’aggiornamento permanente, coinvolgendo le famiglie nella gestione e nella programmazione del servizio, con il sostegno convinto di chi governa la città.
Nell’esposto si contesta fortemente che: Alcuni ambienti posti al piano terra, attualmente poco utilizzati verranno riconvertiti per ospitare appunto gli spazi necessari dell’asilo nido.
L’utilizzo di quella porzione dell’immobile metterà veramente a rischio tutta l’attività e operatività amministrativa. Il tutto in totale assenza di rispetto e riconoscimento a quella parte di dipendentiche hanno in quegli spazi i loro uffici, le loro scrivanie, la loro vita lavorativa.
Nel progetto si scrive che i metri quadri a disposizione sono 310 lorda interna, poi invece a pag. 4 c’è scritto che si sviluppa su 7 metri di larghezza e 36 di lunghezza che fa 252 mq, quindi anche qui qualcosa non è chiaro.
Poi dice che ci sono 315 mq di terrazza scoperta e spazi esterni ad uso esclusivo dell’asilo, non si capisce a quale spazio si riferisce.
Invero una parte dell’area che si intende utilizzare pare sia affetto da un abuso edilizio, infatti nel 2015 i consiglieri comunali Rocco Argentiero e Tommaso Argentiero segnalavano che nel 2011 era stata apportata una modifica ad un’area di pertinenza della Casa Comunale, posta al piano terra. Era stata apportata una modifica al progetto originario perché vi era un porticato mentre invece ad un certo punto questo spazio è stato chiuso. C’è stato quindi un intervento di ampliamento dei locali posti al piano terra, avvenuto con lo spostamento in avanti di pareti finestre su preesistente terrazzo coperto e questo intervento a dire dell’ufficio tecnico a firma del Dirigente dell’epoca Giovanni Chiatti pare che non fosse sanabile per una duplice motivazione, una di carattere edilizio disciplinata dal testo unico dell’edilizia e una di carattere paesaggistica disciplinata dal codice dei beni culturali; per l’articolo 32 del Testo unico dell’edilizia tutti gli interventi fra cui un qualsiasi aumento di cubatura sui immobili sottoposti a vincolo paesaggistico, come nel caso in questione sono considerati varianti essenziali e quindi le difformità non sono sanabili dal punto di vista urbanistico; e per l’articolo 146, comma 4 del Codice dei Beni Culturali, l’autorizzazione non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione anche parziale degli interventi. Già nel 2015 i consiglieri comunali chiedevano di rimuovere la parete finestra in questione al fine di ripristinare la situazione precedente, come originariamente progettata e costruita.
Questo asilo nido quindi nasce con una parte che è un abuso edilizio.
A tali gravissime circostanze si aggiunge che al piano terra dove dovrebbe sorgere l’asilo comunale è ubicato l’Archiviodell’ufficio urbanistico. Nei giorni scorsi, e precisamente venerdì 6 marzo 2025, una ditta esterna incaricata con determina n. 90 del 19.02.2025 che fra l’altro prevede un servizio di movimentazione merci ha iniziato a spostare gli armadi e il contenuto degli stessi (cioè l’archivio) dal piano terra e ad uno scantinato, sempre nella sede comunale. Scantinato che la Consigliera Vitale ha visionato in occasione della altra denuncia sulla situazione dell’archivio storico comunale, è pieno di umidità, è sporco e non hasicuramente gli spazi idonei per conservare una documentazione così importante, che non è mai stata digitalizzata, e che quindi esiste solo in cartaceo. Quel luogo non ha sicuramente neanche i criteri minimi di sicurezza che devono essere garantiti ai dipendenti comunali dell’ufficio tecnico che ovviamente giornalmente dovranno scendere per consultare quei fascicoli. La conservazione di quell’archivio, con quelle modalità èsicuramente una conservazione che non rispetta i termini di sicurezza, non essendoci neanche un impianto antincendio, ma non garantisce la buona amministrazione, l’organizzazione, la trasparenza e quant’altro deve sovrintendere a una buona attività amministrativa.
In ragione di queste argomentazioni si è chiesto l’intervento delPrefetto, dell’Asl per verificare se il luogo dove è stato in parte già trasferito l’archivio sia idoneo a garantire la sicurezza ai dipendenti pubblici e se sono rispettate le norme antincendio.
L’esposto è stato inoltrato anche alla Responsabile della Terza Area Lavori Pubblici al fine di verificare se vi è nell’ampliamento del locali a piano terra l’abuso edilizio come già denunciato l’8 maggio 2015.
Ad avviso della Consigliera Comunale che ha fatto appello anche alle altre forze politiche della citta, ed anche all’ex Sindaco Luigi Caroli, il progetto candidato dal Comune di Ceglie Messapica egià appaltato nel dicembre 2024 non rispecchia i criteri previsti dalle leggi nazionali ed europee, e potrebbe anche avere problemi di agibilità urbanistica, con conseguente perdita del fondo ricevuto.
Comunicato stampa a cura del movimento politico culturale RADICI D’IMPEGNO
referente Dovizioso Giovanni