Il consigliere regionale Fabiano Amati si rassegni (e rispetti le decisioni dei giudici di Lecce sempre, anche quando non gli danno ragione, averla giudicata ‘vergognosa’ è del tutto fuori luogo): le sue tesi contro la Fondazione San Raffaele, che gestisce il Centro di Riabilitazione di Ceglie Messapica, non trovano fondamento neppure davanti ai giudici del TAR, che hanno esaminato la vicenda e sospeso gli atti con il quale veniva deciso il trasferimento della gestione alla ASL di Brindisi, rinviando nel merito la discussione ad aprile del prossimo anno.
Un’ordinanza, quindi, che sospende gli atti della ASL BR che erano stati emessi in attuazione di una legge regionale che, in fretta e furia, ha trasferito la gestione dalla Fondazione alla ASL. Una ‘furia’ che avevamo osteggiato in Consiglio, non perché contro la pubblicizzazione della gestione, ma perché non poteva avvenire tout court, in piena estate, e senza adeguate coperture finanziarie.
Avevamo suggerito, inutilmente, di trattare il trasferimento arrivando a un accordo con la Fondazione, ma soprattutto dando risposte a ricerche di mercato (vinte sempre dalla Fondazione) che sono rimaste, anche queste ‘sospese’… atti amministrativi senza che si desse non attuazione, ma almeno risposte. Una gestione del rapporto che il Dipartimento Salute, in primis, ha curato in maniera approssimativa.
Tutto questo ‘pasticcio amministrativo’ associato ai continui allarmismi del consigliere Amati (che in questi ultimi tempi ha disegnato il Centro come una ‘clinica degli orrori’) ha portato danni non certo alla politica, ma solo ai pazienti, alle loro famiglie e ai dipendenti che si sono trovati in un caos completo.
Infine, una considerazione che dovrebbe far riflettere tutti: essere proponenti di leggi SPOT, per finire sui giornali e per fare battaglie che non hanno coperture finanziarie o competenze istituzionali, danneggia tutti.
Ci spiace doverlo evidenziare qui, ma il collega Amati è uno dei proponenti di leggi più osservate dal Governo, dalla Corte dei Conti e che provocano contenzioni (come quello che è in corso sul Centro di Riabilitazione) dove la Regione spende soldi. Dei pugliesi.