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Black Out in città: interviene la consigliera Isabella Vitale

da Ivano Rolli
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Ho letto con estrema attenzione i post di molte cittadine e cittadini cegliesi, qualcuno anche molto noto. Sono contenta che se si scioglie il gelato nel frigorifero la città insorge. E c’è finanche chi invoca un tavolo tecnico. Peccato che lo fa chi si siede a tavola con l’Amministrazione comunale da anni, finanche in piazza, e non in senso allegorico.
Peccato che la questione energia elettrica a Ceglie Messapica è scabrosa da almeno vent’anni.
Ricordo avvocati che hanno fatto la storia dei Giudici di pace di Ceglie Messapica con le cause per risarcimento danni, frigoriferi pieni di merce da supermercato, anni e anni di contenzioso.
Mai che qualcuno abbia alzato la voce con l’Amministratore di turno per intervenire, cambiare la rotta, risolvere il problema.
E questo vale per tutto.
Dagli immobili comunali, alle strade, alla fogna, all’energia elettrica. Meno di un mese fa e’ saltato persino un Consiglio comunale e sono stati mandati a casa i dipendenti comunali. Comune chiuso per assenza di fornitura elettrica.
Chiaro che la rete elettrica è obsoleta, ma non è solo la rete elettrica e soprattutto non è solo quella di Ceglie Messapica!!!
Ma è altrettanto chiaro che preoccuparsi di un problema solo perché è il proprio disagio a dover essere considerato mi porta alla mente tempi passati. Stiamo tornado ai feudi. D’altronde la corte della Presidente era salva!!! A Masseria Beneficio c’era il generatore. E gli altri? Pazienza. E’ una questione di impianti vetusti, e’ una questione tutta italiana. Destra, sinistra, tutti coinvolti, una classe politica inadeguata e incapace di intraprendere percorsi diversi, di competenze piuttosto che di appartenenze. E questo purtroppo sarà ancora più evidente se sarà attuata l’autonomia differenziata, poiché i politici sul territorio saranno sempre più legati ad imprenditori pronti a sostenerli, che chiederanno sempre di più.
Il punto però sono sempre i cittadini e le cittadine che possono prendere coscienza.
Invece di comportarsi come quelli che urlano e si incazzano per la mala sanità solo se finiscono per otto ore al Pronto Soccorso. E no, non funziona così.

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