PLESSI SCOLASTICI, LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO NON AMMETTE LA RICHIESTA DELLE OPPOSIZIONI PER UN CONSIGLIO MONOTEMATICO

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa dei Consiglieri Resta, Giuseppe Argentiero, Pietro Piccoli e Isabella Vitale.

Nel mantenere fede agli impegni elettorali, i Consiglieri comunali dell’opposizione non stanno certamente a guardare.

In questi primi mesi abbiamo pungolato l’Amministrazione con una serie di iniziative, molte delle quali rimaste inevase. Non ci arrendiamo, tuttavia.
Tra queste, quella che ci è parsa più urgente, anche su sollecitazione dei genitori che vorrebbero ambienti più efficienti e vivibili, è la situazione dei plessi scolastici, ossia delle scuole dell’infanzia, delle scuole primarie e medie.

A tal fine, abbiamo richiesto le relazioni tecniche dei singoli plessi, inviate puntualmente dai Dirigenti scolastici al Comune per i conseguenti interventi.
Una situazione critica, dovuta ad una mancata manutenzione sia ordinaria, sia straordinaria, è emersa dalla visione di tali relazioni. Una situazione da non trascurare per evitare problemi futuri, che potrebbero sfociare anche nella chiusura dei plessi, ove si rimanga inerti.

Proprio per evitare tale evenienza, abbiamo chiesto una seduta “monotematica” del Consiglio comunale. Ciò, al fine di affrontare compiutamente la questione e trovare possibili e immediate soluzioni tramite quegli interventi necessari che, tuttavia, sono stati omessi nel corso dell’ultimo decennio… Alla faccia della tanto decantata continuità amministrativa sbandierata non solo durante la campagna elettorale!

Data questa constatazione, abbiamo subito richiesto la convocazione di una seduta “monotematica” del Consiglio comunale, connotata dall’ordine del giorno «Situazione plessi scolastici scuola dell’obbligo. Determinazioni». La richiesta è stata protocollata in data 2 febbraio 2021. La conferenza dei capigruppo si è tenuta lo scorso 16 febbraio. Qui è accaduto l’inverosimile. A nostro avviso, poiché non hanno alcuna intenzione di affrontare la questione, dato che sono consapevoli di poter essere accusati di decennali ritardi.

In tale occasione, il Presidente del Consiglio comunale, Nicola Ricci, supportato dalla maggioranza, ha ritenuto la richiesta non meritevole di accoglimento, in quanto l’oggetto non sarebbe stato circostanziato.
Di certo, il Presidente ha male interpretato l’art. 23 dello Statuto comunale, il quale sancisce al secondo comma: «La seduta del Consiglio deve avere luogo entro il termine di venti giorni, quando ne facciano richiesta scritta almeno un quinto dei Consiglieri ovvero il Sindaco, inserendo all’ordine del giorno le questioni da esse richiesti». Noi abbiamo ottemperato al precetto sancito dallo Statuto, indicando la situazione dei plessi scolastici quale ordine del giorno.

Era chiaro l’intendimento di non volere tenere la seduta del Consiglio comunale al fine di prendere tempo. Anche perché avremmo evidenziato – come faremo – la disattenzione ultradecennale verso una manutenzione che, ad oggi, non è stata effettuata.
Per evitare discussioni inutili, dato che a noi sta a cuore il problema, abbiamo soprasseduto sull’alimentare inutili polemiche e abbiamo riformulato la richiesta della convocazione della seduta monotematica.

L’episodio è grave e resta chiaro che non ci faremo intimidire da strumentalizzazioni pretestuose di una maggioranza arrogante e sfornita di argomenti.

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