Giovanni Gianfreda: “Il Sindaco Caroli ci ha usato”. Ecco perchè ho firmato le dimissioni. Siamo pronti con un nuovo progetto per il futuro.

Continuiamo il nostro giro di interviste incontrando i Consiglieri Comunali che hanno sfiduciato il Sindaco Caroli. Abbiamo incontrato Giovanni Gianfreda, che insieme a Marcello Antelmi e a Angelo Maria Perrino avevano permesso un ribaltone nel 2016 permettendo così al Sindaco Caroli di proseguire il suo mandato. Di questi, Gianfreda e Antelmi, hanno scelto di fare maggioranza con i sette consiglieri di opposizione e firmare la sfiducia. Non ha firmato le dimissioni Angelo Maria Perrino, dissentendo dal resto del gruppo, almeno cosí pare da indiscrezioni. Ad oggi ancora non abbiamo una dichiarazione ufficiale di Perrino.

Giovanni Gianfeda. Ha sentito i Dirigenti di Forza Italia? Come hanno commentato la sua scelta?

Non li ho sentiti né oggi, ne ieri, né tantomeno ho mai sentito il nuovo Coordinatore Regionale Mauro D’Attis.

Ieri, a caldo, ci ha parlato di motivazioni politici, oggi, invece, le chiediamo quali sono i motivi reali di queste dimissioni?
Luigi Caroli non è altro che vittima di sé stesso. Luigi ci ha definito meschini e irresponsabili perché lo abbiamo sfiduciato. Cosa dice la storia di Caroli? In dieci anni della sua attività, non ha fatto altro che ribaltonare la volontà dei cittadini. Prima i ciriaciani, poi i locorotiano, gli argesiani e poi i perriniani. Io dico: la colpa è sempre degli altri? Se uno non ha amici, allora, di chi è la colpa? Lui ha sempre utilizzato tutti, tutti siamo stati usati da Caroli; non bisognava contraddirlo anche perché lui evitava in ogni modo il confronto. Trovava sempre il modo per ribaltare il tutto e di tutti.
Questo pensiero non è solo mio, ma, così si è presentato a livello locale e regionale. Va evidenziato che si presenta con le liste civiche, poi diventa centrista con il NCD, poi potenziale salviniano, poi passa per Forza Italia e per ultimo, e mi assumo la responsabilità di quello che vi dico, bussa allo porta di Emiliano per una candidatura alle regionali, ma, gli viene sbattuta la porta in faccia.
Politicamente era già morto a metà 2016, già dalla tornata elettorale del 2015; pur di vincere aveva formato una maggioranza eterogenea con l’obiettivo di vincere. Un gruppo che già subito dopo le elezioni si è sfaldato. Siamo stati io, Perrino e Antelmi a bloccarlo su un programma elettorale. Pertanto, se cerca il responsabile di fine mandato, lo deve cercare in sé stesso e in particolare nella sua fragilità psicologica, precarietà gestionale e manageriale e scarsa lucidità politica.

Nel momento in cui c’ è stato il ribaltone siete usciti con un documento di dodici punti importanti per la città? Cosa non ha funzionato di quel programma e perché?
Di quel programma abbiamo realizzato solo poche cose tra cui i progetti per il Centro Storico, la Consulta delle Associazioni; non è stato, invece, possibile attivare l’organo di controllo del Consiglio di maggioranza.
Il problema del mancato funzionamento non sono stati né i Consiglieri né tantomeno gli Assessori, ma, il Sindaco in persona.

Se ciò che afferma corrisponde a verità, perché non vi siete fermati prima, dato che non avevate il pieno controllo?
Avevamo fiducia e fin quando non tocchi direttamente con mani abbiamo sperato di superare alcuni ostacoli. Però, poi dopo il primo litigio, il secondo ed il terzo inizi a insospettirti. Ecco è accaduto questo.
Molto in questo, ha inciso Marcello Antelmi che insieme al direttore Perrino hanno sempre cercato di mediare. Il direttore Perrino, che ha sempre avuto fiducia nell’operato, ha iniziato a soffermarsi su quello che gli dicevo solo quando ho iniziato a mostrargli i documenti.

Ma in realtà, cosa l’ha messa in guardia facendola insospettire?
I veri problemi, per quanto mi riguarda, sono stati quelli discussi in consiglio comunale. L’IMU sui terreni agricoli e i debiti fuori bilancio. Il mese di agosto il Comune di Ceglie ha avuto le casse vuote. Pertanto, era impossibile poter prendere impegni di spesa, invece, sono stati presi impegni pur consapevoli di non avere copertura. Ecco i famosi debiti fuori bilancio giunti in consiglio comunale.
Sono contento che ci sia un Commissario a gestire il Comune di Ceglie Messapica, soprattutto perché sarà garantita una campagna elettorale non influenzata dall’uso del denaro pubblico. Basta guardare quanto accaddeva nel 2015, ci furono assunzioni a più non posso.

Quindi, la vostra scelta scaturisce anche dal fatto di non far giungere Caroli da Sindaco in carica ad una eventuale candidatura regionale?
Ma non è così. Noi ci riferiamo alle elezioni amministrative. Io questa cosa l’ho già condannata nel 2015 e non voglio essere corresponsabile nel 2020. Nel 2015 con dati alla mano, avevamo contestato che vi erano stati incrementi di tassazione; nel 2017 lo abbiamo constatato ed è lo stesso modus operandi che ho scoperto essere attuato da maggio ad oggi.
Tanto è vero che il Bilancio comunale, le tasse del comune, sono completamente vuote. Amici imprenditori che hanno creduto a quel gioco del 2015 o non sono stati pagati oppure hanno ottenuto solo il pagamento con decreto ingiuntivo.
Vi posso già confermare che la tassazione 2019 sarà più alta rispetto a quella del 2018. La città dovrà aspettarsi un aumento delle tasse. Nella variazione di Bilancio c’è già traccia di quanto affermo perché il Comune non ha mai avuto circa 700 ml € di IMU compresa quella sui terreni agricoli.

Non pensate sia stato un errore non aver avuto un vostro Assessore in Giunta?
No questo no, perché ripeto quanto detto prima, il problema non era l’Assessore che poteva essere o di Forza Italia o di Democrazia Cegliese e a noi questo non interessava. Noi avevamo stilato quel programma di dodici punti e avevamo fiducia nell’operato. Alla base di tutto c’era la cosiddetta colleggialità. Ma purtroppo non cè mai stata una riunione del Consiglio di maggioranza.
Tu ti fidi se sei convinto dei tuoi programmi. Noi eravamo convinti di quanto volevamo concretizzare.

Quali sono i programmi per il futuro?
Noi siamo già pronti. Quando dico noi, Io, Marcello Antelmi e Perrino abbiamo già un gruppo di uomini e donne professionisti che vogliono mettersi al servizio della città e si fidono di quanto abbiamo dimostrato già sino ad oggi.

Siete disposti ad una coalizione di Centro Destra? E a partecipare ad eventuali primarie?
Io, Giovanni Gianfreda sono disponibile a dialogare per il futuro di questa città con tutti tranne però Luigi Caroli e Nicola Ciracì.

Siete disposti anche ad una coalizione con i Salviniani?
Ripeto sono disponibile a parlare con tutti tranne Luigi Caroli e Nicola Ciracì.

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