Governo, Bernini: “E’ un colpo di stato politico”

La soluzione che si sta trovando tra Pd e M5S “è assolutamente negativa dal mio punto di vista. Questo governo non è quello che avrei desiderato. Pd e M5S hanno paura del voto, sono state evitate le elezioni e tutto ciò non mi piace per nulla”. Lo ha affermato, parlando del nascente governo, la capogruppo di Forza Italia al Senato Anna Maria Bernini intervenendo a La Piazza, la kermesse organizzata da Affaritaliani.it a Ceglie Messapica, Brindisi. “Abbiamo la massima stima nel presidente Mattarella, però non si possono creare maggioranze che non sono compatibili tra loro. Allo stesso tavolo oggi sono sedute persone che si sono querelate fino a pochi giorni fa. Dovrebbero avere l’onestà intellettuale di dire lo facciamo per noi, visto che non lo fanno per l’interesse nazionale. L’interesse nazionale è andare al voto. Non bisogna avere paura degli italiani e degli elettori”.

La Bernini ha poi sottolineato: “Al Senato siamo 316 o 317 con i senatori a vita: quelli del M5S sono 107, quelli della Lega sono 58, il Pd sono 51 e noi siamo 62. Salvini ha fatto un errore pazzesco di valutazione e di sottovalutazione perché i 51 senatori del Pd si sono sfilati e non hanno più voluto le elezioni, cosa che invece voleva Zingaretti. Ma nessuno ha pensato che Renzi avrebbe fatto l’accordo con il M5S. Si tratta di un colpo di stato politico ai danni degli italiani, un atto di sfiducia nei confronti degli italiani. Chiamiamolo un quieto colpo di stato nei binari della Costituzione ma sbagliato sotto il profilo politico. Mattarella è un giusto notaio e certifica i numeri, che in Parlamento ci sono”.

Conte? “E’ un avvocato a la carta. E’ come il nero che va su tutto, su tutti i governi lui sta”.

Per quanto riguarda il Centrodestra, la Bernini ha sottolineato che “non è solo sovranista e populista. C’è un disperato bisogno di Forza Italia che ha valori diversi rispetto a quelli dei sovranisti. Serve un Centrodestra e non una destra-destra. L’arroganza di Pd e M5S può autorizzare a chiamare la gente in piazza, però serve una piazza unita e non una quando c’è la fiducia, l’altra a ottobre e noi separatamente. Nel Centrodestra non ce le stiamo dando di santa ragione ma stiamo marcando le nostre differenze. Di Berlusconi ne nasce uno ogni 150 anni, lui ha sempre dato pari dignità a tutti. Oggi non c’è la stessa generosità politica, Salvini e Meloni parlano quasi sempre del loro partito, nessuno di noi può correre da solo. Con le corse solitarie andiamo a sbattere”, ha concluso la capogruppo a Palazzo Madama di Forza Italia.

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