Sono stati incastrati dal dna i fratelli Adelmo e Giuseppe Semeraro, 36 e 38 anni, pregiudicati di Ceglie Messapica, che il 30 settembre 2017 e il 30 marzo 2018 hanno perpetrato due rapine a mano armata nel supermercato Smart di via Sac. Cosimo Spina della città.

In carcere è finito il fratello minore, Adelmo Semeraro, già con precedenti per evasione, sequestro di persona, estorsione e spaccio, su esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi il 5 marzo, mentre il fratello maggiore, Giuseppe Semeraro, è stato deferito in stato di libertà, a quasi un anno dall’ultimo colpo messo a segno dai due.

A incastrare gli autori delle rapine le tracce biologiche individuate sul berretto rosso con visiera e logo McDonald’s, indossato, e abbandonato per strada, da Adelmo Semeraro durante la fuga nella rapina del 30 settembre 2017, riconosciuto sul capo del malfattore dalla commessa del supermercato, la quale forniva anche una descrizione estetica agli inquirenti come «individuo molto alto, almeno 185 centimetri, di corporatura snella».
E dal dna rinvenuto sul fazzoletto di carta fatto cadere a terra, dallo stesso Semeraro, prima del secondo colpo perpetrato sei mesi dopo nel medesimo supermercato di via Spina.
In entrambe le rapine, il fratello Giuseppe è stato riconosciuto e identificato dai militari, operanti nei pregressi precedenti penali, «per particolare camminata».

Un’attività investigativa eccellente quella svolta dai carabinieri di Ceglie Messapica che hanno passato in rassegna le immagini del sistema di videosorveglianza a caccia di indizi ed elementi utili a poter indirizzare le indagini.

Nel primo colpo messo a segno che fruttò un bottino di 1000 euro, Adelmo Semeraro irruppe intorno alle 20.10 nel supermercato Smart col volto travisato e, brandendo una roncola, minacciò e si fece consegnare dalla cassiera l’incasso della serata. Ad attenderlo fuori c’era il fratello Giuseppe, armato di taglierino, con cui si diede alla fuga nelle vie limitrofe.
Nella seconda rapina, mentre Giuseppe Semeraro si appostava all’ingresso del supermercato sempre armato di taglierino, il fratello Adelmo brandendo una roncola forzò il registratore di cassa impossessandosi di 800 euro.

Stesso modus operandi quindi, nei colpi, a danno dello stesso supermercato Smart: dagli arnesi utilizzati per minacciare e forzare il registratore di cassa, alla stessa via percorsa nella fuga dai due malfattori che portava proprio alla loro abitazione a circa 500 metri dall’esercizio commerciale preso di mira.

Il quadro schiacciante fornito dall’analisi e matching del dna estrapolato dal berretto e dal fazzoletto ha fornito l’inequivocabile riscontro di gravi indizi di colpevolezza a carico di Adelmo Semeraro che, al termine delle formalità di rito, è stato condotto dai carabinieri di Ceglie Messapica presso la Casa circondariale di Brindisi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Mentre il fratello Giuseppe è stato denunciato a piede libero.

Fabiana Agnello

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