Come definire dei politicanti che si candidano e sottoscrivono un programma elettorale che prevede i parcheggi a pagamento e che appena vedono questa richiesta realizzata dall’Amministrazione comunale si stracciano le vesti come dei disperati accusando quell’Amministrazione di tassare i cittadini? Ma come: prima li chiedono, prima li propongono e poi cambiano idea? Per carità, cambiare radicalmente idea è nel Dna della Lega Nord. Se per anni vieni definito terrone da un partito, e poi ti candidi per quel partito, evidentemente qualche problema di coerenza devi averlo per forza. Ma forse qui si esagera.

E si esagera anche in fatto di scarsa considerazione dell’intelligenza dei cittadini, che Domenico Convertino e Pasquale Santoro cercano di fomentare contro il sottoscritto, ma che sanno perfettamente – i cittadini – quale sia la funzione e la ratio degli stalli a pagamento: 
liberare la città dall’assillo del posteggio occupato, dare agli automobilisti cegliesi la possibilità di trovare parcheggio più 
facilmente, liberare intere strade da auto che vengono messe lì la mattina, e tolte la notte.
Gli stalli a pagamento non sono un vezzo di sindaci brutti e cattivi, perché se così fosse i nostri amici dovrebbero andare a fare quattro chiacchiere con tutti i sindaci di Comuni amministrati dalla Lega, e 
dove gli stalli blu sono da sempre presenti. Ma questo Convertino e Santoro lo sanno bene, ma sperano che non lo sappia la città. 
Sbagliandosi di grosso. Così come si sbagliano sulla titolarità della decisione in merito alla installazione dei parcheggi a pagamento, che secondo l’articolo 7 del Codice della strada fa capo alla giunta, e non al Consiglio.
E a proposito di ignoranza: se il 30 percento dell’incasso va al Comune 
e il 70 percento alla ditta che gestisce gli stalli, è perché è la ditta che deve occuparsi di tutti le spese di cui il Comune non deve occuparsi: pagamento degli stipendi agli ausiliari del traffico, che 
sono necessari affinché le strisce blu siano rispettate; fornitura e manutenzione dei macchinari, della segnaletica verticale, di quella orizzontale, e così via. O Convertino e Santoro vogliono offrirsi di pagare loro tutte queste spese? O vogliono che la ditta faccia il suo lavoro per beneficenza? O magari conoscono una qualche società disposta a lavorare gratis e a sobbarcarsi tutti gli acquisiti e le forniture di 
tasca propria? Se ne conoscono, ci facciano sapere: ne saremmo più che 
lieti.

IL SINDACO
Luigi Caroli