(Riceviamo e pubblichiamo) In qualità di presidente della Consulta Ambiente di un comune della nostra provincia, nei giorni scorsi mi sono state sottoposte due questioni. La prima si riferisce ad un documento relativo ai dati della raccolta dei rifiuti dell’ARO BR1 di cui facciamo parte. Mentre la seconda, ad un finanziamento da ridistribuire ai privati cittadini, inerente alla bonifica dell’amianto, a cui hanno avuto accesso i comuni.

Per quanto attiene al primo aspetto, analizzando tale documento, sono stato pervaso da due sentimenti contrastanti: se, da una parte, mi sono sentito orgoglioso di aver apportato il mio modesto contributo in materia ambientale al comune più virtuoso del medesimo ARO (acronimo di Ambito di Raccolta Ottimale), d’altro canto, come cittadino cegliese, mi sono sentito addirittura mortificato.

Ebbene sì, ho dovuto riscontrare, ancora una volta, che Ceglie risulta essere fanalino di coda dei nove comuni in materia di raccolta differenziata. Ancora più grave risulta essere la chiave di lettura, specialmente se si considera che tutti i comuni migliorano i loro risultati, alcuni anche in modo significativo, mentre Ceglie, unico in controtendenza rispetto alle statistiche della Regione Puglia, retrocede diminuendo la propria percentuale.

Nello specifico, il gruppo dei nove comuni dell’ARO BR1 ha registrato una raccolta differenziata media del 59,47 per l’anno 2016 e del 63,34 nel 2017 con Ceglie che ha contribuito in maniera assolutamente negativa attestandosi rispettivamente al 48,88 ed al 48,34 (con una ulteriore flessione dello 0,54 nel secondo anno di riferimento), pregiudicando, peraltro, gli ottimi risultati conseguiti nel medesimo periodo dagli altri 8 comuni, facendo diminuire sensibilmente tale media.

Anno 2017 raccolta differenziata del comune di Ceglie Messapica pari a 48,34%

Specifico che l’attività dei primi cinque mesi del 2018 non è diversa da quella sin qui rappresentata, anzi, i dati parziali evidenziano addirittura un ulteriore decremento, come si può evincere di seguito:

Dati raccolta differenziata APRILE 2018

Ceglie Messapica 45,76%

Erchie 72,95%

Francavilla Fontana 60,77%

Latiano 77,79%

Oria 64,92%

San Michele Salentino 70,92%

San Pancrazio Salentino 67,88%

Torre Santa Susanna 70,69%

Villa Castelli 63,14%

E’ evidente come i risultati sulla raccolta differenziata nel comune di Ceglie Messapica siano assolutamente negativi, esponendo i cittadini e l’intero territorio a una serie di gravi ripercussioni in almeno quattro ambiti:

Politico/Amministrativo: il comune di Ceglie non raggiungere il risultato minimo del 65% imposto dalla legge come obbligo. Tra i paesi limitrofi, il nostro, risulta essere il fanalino di coda. Credo sia lecito chiedersi se vi siano le giuste competenze sia tecnico-amministrative che politiche tra chi gestisce tale materia.

Ambientale: è risaputo che un rifiuto differenziato ci aiuta a non alimentare le discariche e che il recupero ed il riutilizzo di carta, possa limitare il disboscamento delle foreste (che hanno un’enorme capacità di filtrare l’aria inquinata), mentre quello di plastica ed alluminio ne limitano le emissioni in atmosfera (a causa dei complessi processi di produzione). A Ceglie invece si continua a buttare in discarica con un danno enorme per l’ambiente e per la salute dei cittadini dell’intera area.

Turistico: come può un paese che si definisce turistico, registrare questi risultati? A tal proposito, è bene che i cittadini sappiano che per ottenere riconoscimenti di alta attrattività turistica (bandiere, premi ed appellativi vari come città turistica) uno dei requisiti principali richiesti, affinché un comune possa essere considerato virtuoso, è proprio un alto tasso di raccolta differenziata. Tali riconoscimenti sono un forte stimolo allo sviluppo del turismo, un turismo consapevole, che contribuisce a far crescere le imprese locali legate al turismo e, di conseguenza, l’indotto che da esso ne deriva.

Economico per i cittadini: questo è l’aspetto che più di ogni altro ha delle ripercussioni dirette sui singoli cittadini, i quali, pagano molto di più a causa di questa incuria amministrativa e dei risultati assolutamente negativi.

In riferimento al secondo aspetto dell’introduzione, sono ben 88 i comuni della Regione Puglia che hanno avuto accesso ad un finanziamento da ridistribuire a pioggia sull’intera popolazione, in materia di bonifica ambientale, nella fattispecie si parla di amianto. Ovviamente, tra questi, non compare la nostra Ceglie. Grave! Sono ancora molti i siti in cui si riscontra la presenza di amianto, acclarato cancerogeno, sull’intero territorio comunale: basta alzare gli occhi e vedere quante sono ancora le ciminiere delle abitazioni private in amianto e quanti sono ancora i serbatoi d’acqua presenti sui terrazzi, per non parlare delle tettoie in adiacenza ai fabbricati rurali.

Questo fenomeno, vuoi per un retaggio culturale ancora da superare, vuoi perché non vi è stata alcuna campagna incisiva di sensibilizzazione da parte della pubblica amministrazione, non si riesce ancora a debellare. Questo finanziamento avrebbe potuto rappresentare un punto di svolta in materia ambientale ed in particolare sull’amianto ed invogliare i cittadini a liberarsene ma bisogna prendere atto che forse a pochi sta a cuore la salute dei cittadini.

Nell’ultima campagna elettorale, ricordo, si è parlato tanto di smart city. Sarebbe bello! Tuttavia, credo che a noi cittadini basterebbe avere una città almeno vivibile!

ing. Christian Roma