(foto archivio) – Recenti fatti di cronaca sia nazionale che locale, hanno richiamato l’attenzione sulla problematica dell’illecito utilizzo delle armi da fuoco ancorché legalmente denunciate. I fatti accaduti il 2 maggio a Qualiano (NA) dove un 37enne del luogo con problemi psichici ha imbracciato il fucile detenuto dal padre e, non lasciando scampo all’anziana madre, che urlando ha tentato di rifugiarsi sul balcone di casa chiedendo disperatamente aiuto, le ha esploso cinque colpi. Dopodiché si è barricato in casa e le estenuanti trattative durate l’intera giornata con il “negoziatore” dell’Arma non hanno sortito nessun effetto. Sono stati i Carabinieri del G.I.S. (Gruppo Intervento Speciale), giunti da Livorno con l’irruzione sotto la pioggia battente nella tarda serata a stanarlo e costringerlo alla resa. Senza contare il grande disagio arrecato ai residenti della zona ai quali non è stato possibile uscire e tantomeno  entrare in casa per la chiusura dell’asse viario e la conseguente sospensione dell’erogazione dell’elettricità e del gas. Per ritornare in provincia di Brindisi, a Ceglie Messapica dove quasi in contemporanea con Qualiano (NA), un 54enne del luogo armato di ben due fucili semiautomatici calibro 12 caricati a pallini e con 20 cartucce, ha esploso nei confronti di un 37enne tre colpi al culmine di una lite al centro del paese. Il movente per i due episodi è secondario se  comparato all’inaudita gravità degli eventi, delitti commessi con armi da fuoco. Ecco il motivo fondante per cui già da diversi mesi, il Comando Provinciale di Brindisi, avvalendosi delle 23 Stazioni dipendenti dalle Compagnie di Brindisi, Fasano, Francavilla Fontana e San Vito dei Normanni, ha avviato un controllo di tutti i soggetti in possesso di armi, per la verifica della corretta custodia in ossequio alla normativa vigente.

Le verifiche vengono esperite in ottemperanza all’articolo 38 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza che recita “chiunque detiene armi o parti di esse e/o munizioni deve farne denuncia all’Ufficio locale di Pubblica Sicurezza o, quando questo manchi, al locale Comando dell’Arma dei Carabinieri”. La norma prevede altresì che “l’Autorità di Pubblica Sicurezza ha facoltà di eseguire, quando lo ritenga necessario, verifiche di controllo e di prescrivere quelle misure cautelari che ritenga indispensabili per la tutela dell’ordine pubblico”. “La denuncia di detenzione deve essere ripresentata ogni qualvolta il possessore trasferisca l’arma in un luogo diverso da quello indicato nella precedente denuncia. Il detentore delle armi deve assicurare che il luogo di custodia offra adeguate garanzie di sicurezza.”

L’obbligo della corretta custodia si considera adempiuto, allorché, concretamente si adottino tutta una serie di cautele, quindi occorre assumere tutti quegli accorgimenti che porrebbe in essere una persona di normale prudenza.

Il successivo articolo 39 del T.U.P.L.S. stabilisce che il Prefetto della provincia, ha la facoltà di vietare la detenzione di armi e munizioni alle persone ritenute capaci di abusarne. Pertanto l’attività informativa e successivamente ispettiva da parte dell’Arma dei Carabinieri mira anche all’acquisizione di tutta una serie di elementi utili al fine di porre l’Autorità preposta nelle migliori condizioni decisorie.

Il servizio straordinario, espletato nell’intera provincia nei primi 20 giorni del mese di maggio, ha fatto registrare i seguenti risultati:

– 183 soggetti detentori di armi controllati;

– 15 deferiti a piede libero per inosservanza delle norme sulla diligente custodia, trasferimento dell’arma in altro luogo, smarrimento, denuncia ex–novo per decesso del congiunto detentore, detenzione abusiva di armi e munizioni;

– 20 armi sequestrate;

– 442 munizioni sequestrate;

– 4,8 Kg polvere da sparo sequestrata;

– 6 proposte di revoca di porto d’armi.

 

Dall’inizio dell’anno, l’attività accertativa complessiva  ha prodotto i seguenti risultati:

– 863 soggetti detentori di armi controllati;

– 65 deferiti a piede libero per inosservanza delle norme sulla diligente custodia, trasferimento dell’arma ad altro luogo, smarrimento, denuncia ex–novo per decesso del congiunto detentore, detenzione abusiva di armi e munizioni;

– 7 arresti, per detenzione abusiva di arma clandestina e per illecita detenzione di armi comuni da sparo;

– 130 armi sequestrate;

– 874 munizioni sequestrate;

– 4,8 Kg di polvere da sparo sequestrata;

– 33 proposte di revoca di porto d’armi

 

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